Cremona. E’ stato reso noto, durante l’ultima riunione dell’Osservatorio Tamoil organizzato dal Comune di Cremona, il cronoprogramma delle opere di decommissioning, ovvero di dismissione e smontaggio degli impianti dell’ex raffineria. I lavori inizieranno il 23 luglio e si concluderanno entro il 30 dicembre del 2019. Dopo la consegna delle aree, gli allestimenti logistici richiederanno poco più di un mese, poi la dismissione entrerà nel vivo e proseguirà in due fasi, con verifiche sul gas free a partire dal 10 settembre, quando saranno avviate anche le scoibentazioni e la demolizione di impianti e carpenterie e opere in cemento armato. Operazioni impegnative, che si concluderanno con la pulizia finale e la messa in sicurezza a partire dal 16 dicembre dell’anno prossimo. L’allontanamento dei materiali comincerà il 13 novembre di quest’anno. La ditta incaricata della dismissione è la Armofer di Siziano, in provincia di Pavia, già impegnata in demolizioni industriali, e che anzi ha costruito in Italia la competenza tecnica del settore, con i suoi 97 collaboratori e oltre 100 mezzi d’opera. Si prevede un cantiere spettacolare, con mezzi e uomini al lavoro in quota, a 100 metri di altezza, con escavatori cingolati radiocomandati, per un peso totale complessivo di 49 tonnellate, dotati anche di cesoie di ferro per demolire le strutture dell’ex raffineria. Saranno imponenti le quantità di rottami metallici da smaltire. C’è già un’azienda cremonese disponibile a effettuare la più grande rottamazione della storia di Cremona. Saranno monitorati e controllati i rumori, in modo da non superare le soglie previste, e anche le polveri e le fibre aero-disperse. Il Comune di Spinadesco si sta interessando direttamente alle operazioni, per costituire un tavolo tecnico in modo da evitare complicazioni per il traffico, che interesserà i centri abitati di Cavatigozzi e della stessa Spinadesco. I camion viaggeranno lungo via Riglio. Secondo le previsioni, però, la movimentazione dei rottami consisterà in poche unità al giorno, risultando quindi ininfluente rispetto ai flussi di traffico già esistenti.

 

Paolo Zignani

 

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