Alle 14.43 Trenord ha emesso il bollino rosso sulla linea Mantova-Cremona-Milano, annunciando la sospensione momentanea della circolazione dei treni fra le stazioni di Lodi e Tavazzano e quindi su tutta la linea. A causa di un corto circuito di un convoglio, peraltro nuovo, l’alimentazione elettrica è saltata attorno alle 13, fermando la circolazione su tutta la direttrice Milano-Cremona. Sono intervenute quattro squadre di tecnici, tenute impegnate dal guasto per ore. Solo alle 16.36 la circolazione è ripresa, ma con l’annuncio di ulteriori variazioni di percorso e cancellazioni. I cremonesi, che speravano di ripartire da Milano centrale poco dopo le 14, sono quindi rimasti bloccati per ore, in attesa della corsa delle 17.15. Raggiunto telefonicamente, Matteo Casoni dell’associazione In(Orario), uno dei viaggiatori fermi a Milano, ha commentato che Trenord ormai è un’azienda in liquidazione che non riesce a garantire i servizi previsti, nella speranza che la circolazione riparta oggi almeno nell’orario di punta, dalle 17.30 a Milano. Andrea Bertolini, dell’Utp Lombardia, associazione utenti del trasporto pubblico, ha contattato Rfi per chiedere il ripristino della linea elettrica, e ha commentato che per la Lombardia occorre una gara europea per assegnare il servizio ferroviario. Su internet i pendolari cremonesi si sfogano raccontando la propria odissea. Ieri sera, alle 21, uno di loro ha ricordato che il treno 2661, che dovrebbe partire alle 18.20 da Milano, è forse il più importante di tutti assieme al 2659 che parte dalla metropoli alle 17.15, perché sono i più frequentati e permettono di tornare a casa a un orario sopportabile. Ma i maggiori ritardi si verificano proprio sul 2661, spesso accumulati alla partenza, o nella fase di preparazione del convoglio. Il risultato sono state attese di più di mezz’ora alla stazione centrale di Milano con meno 10 d’inverno e più 40 d’estate. Nelle ultime due settimane, in 7 giorni feriali su 12 ci sono stati ritardi da mezz’ora a un’ora. Arrivando a Cremona con il 2661, spesso si nota che il treno successivo, partito un’ora dopo da Milano, arriva a breve distanza. E anche ieri i minuti di ritardo sono stati 40, in un treno buio e con una carrozza in meno in orario di punta. Oggi ci sono stati inoltre 20 minuti di ritardo sul Brescia-Cremona delle 15.40, e addirittura 56 minuti di ritardo sul Brescia-Piadena-Parma delle 8.50.

Paolo Zignani

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