Una terapia innovativa per l’epilessia farmacoresistente. Grazie ad un team di specialisti neurologi del Centro di ricerca “InVita” dell’Istituto Serafico di Assisi ha presentato alla conferenza internazionale di Malta “Psychiatry and the Arts: The nature of the Human Person and the role of Aesthetics in Maintaining Mental Health” la seconda fase di indagine sui benefici della musica nei soggetti con disabilità intellettiva grave affetti da epilessia farmacoresistente.

Si tratta di un’indagine che ha utilizzato l’Elettroencefalogramma allo scopo di individuare eventuali fattori predittivi sull’efficacia terapeutica dell’ascolto musicale.

Negli ultimi anni l’utilizzo della musica in diversi disturbi del sistema nervoso e nell’autismo ha dato il via, infatti, all’uso della musicoterapia nelle patologie neurologiche (Neurologic Music Therapy), le cui applicazioni in campo clinico e terapeutico hanno consentito di sopperire in parte alla mancata efficacia dei trattamenti farmacologici in pazienti affetti da epilessia farmacoresistente. In relazione a questa patologia, i risultati più significativi sono stati ottenuti ascoltando la musica di Mozart.

Si parla infatti di “Effetto Mozart”, intendendo un cambiamento dell’attività neurofisiologica ed un incremento delle performance cognitive associate all’ascolto della musica del celebre compositore e una prima segnalazione degli effetti positivi sui pazienti epilettici risale al 1998. Le caratteristiche peculiari che renderebbero la musica mozartiana capace di esercitare tali influenze sul cervello sarebbero quelle di una periodicità a lungo termine (20-60 secondi) e della costante ripetizione di sequenze variate .

“Che la musica abbia un impatto potente sul sistema nervoso è noto ormai da tempo e si è aggiudicata un ruolo indiscusso nella terapia delle patologie neuropsichiatriche. Come ha dimostrato, infatti, lo studio osservazionale sull’efficacia della musicoterapia nel trattamento dell’epilessia farmacoresistente in soggetti con disabilità intellettiva grave, che abbiamo presentato lo scorso anno alla “6th Cambridge International Conference on Mental Health 2017″, l’ascolto della sonata K448 in re maggiore per due pianoforti di Mozart ridurrebbe di circa il 21% la frequenza delle crisi epilettiche e, nel 10% dei casi, si è assistito alla loro scomparsa”, spiega Sandro Elisei, Direttore Sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi e coordinatore del Centro di ricerca InVita.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata