Un neonato è morto nei giorni scorsi agli Spedali civili di Brescia a causa del batterio Serratia Marcescens. Il bimbo, nato prematuro da una coppia bresciana, era ricoverato anche con il gemellino che pure avrebbe contratto il batterio, che colpisce in prevalenza il sistema gastrointestinale, così come altri bambini presenti nello stesso reparto di patologia neonatale e che ora si trovano in terapia intensiva. Il decesso è avvenuto nella giornata di martedì. I carabinieri del Nas hanno acquisito tutta la documentazione medica e hanno fatto i primi accertamenti sul personale sanitario entrato in contatto con il piccolo e a loro toccherà definire dove si è diffusa l’infezione, se portata dall’esterno o sviluppatasi all’interno dell’ospedale. Le cause che danno origine al batterio sono però per lo più sconosciute per la letteratura medica nel 50% dei casi. Sarà l’autopsia disposta dalla procura di Brescia che ha aperto un’inchiesta contro ignoti, a stabilire le cause esatte del decesso del neonato. Il piccolo il avrebbe contratto il batterio serratia marcescens il 20 luglio, ma il batterio si sarebbe rivelato resistente alle cure antibiotiche. Presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ASST Spedali Civili di Brescia si è sviluppato un focolaio epidemico di infezione/colonizzazione da Serratiamarcescens, caratterizzato da tre casi di sepsi neonatale, un’infezione delle vie urinarie e sei casi di colonizzazione”, ovvero in tutto dieci casi. Lo rende noto la direzione degli Spedali civili di Brescia. Il piccolo era ricoverato nel reparto di patologia neonatale dell’ospedale bresciano con il gemellino, che avrebbe contratto l’infezione a sua volta ma che starebbe rispondendo alle cure. Sarebbero complessivamente dieci i neonati colpiti dal batterio contratto in ambito ospedaliero. I bambini sono ricoverati in terapia intensiva e le loro condizioni sono stabili. Non è la prima volta che tale batterio si sviluppa in ambito ospedaliero: è già successo anche nel 2014 all’ospedale di Como e al Poma di Mantova nel 2012. Ad essere colpiti dall’infezione sono prevalentemente i neonati in quanto hanno un sistema immunitario ancora in formazione e deficitario. Dopo la morte del neonato, deceduto il 6 agosto, la Regione Lombardia ha dato mandato all’Ats di Brescia di avviare “una commissione d’inchiesta per verificare se dal punto di vista amministrativo e sanitario sono state seguite tutte le misure di sorveglianza e contenimento del batterio”. Lo rende noto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, spiegando che “sin da lunedì scorso abbiamo seguito e monitorato insieme all’ASST la situazione all’interno del reparto di Terapia Intensiva Neonatale”.

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