Con l’approvazione dei progetti esecutivi a fine giugno, sembrava che nulla potesse più fermare l’inizio dei lavori, previsto a dicembre, per la rinascita di San Felice. Doveva trattarsi di cantieri e interventi sociali e ambientali per un finanziamento di ben sette milioni di euro da parte del governo, come già deciso da tempo, tanto che l’ultimo comunicato municipale parlava di lavori che “procedono speditamente”. A sorpresa, però, il governo Conte ha invertito la rotta, in occasione dell’approvazione al Senato del decreto Milleproroghe, che ha cancellato i 321 milioni di euro destinati ai Comuni, Cremona compresa, per il bando Periferie voluto dal governo Renzi.
“San Felice e la città non si meritano questo improvviso passo indietro e questa presa in giro” è stata la reazione del sindaco Gianluca Galimberti, che vede sfumare il tradizionale e consolidato principio della continuità amministrativa tra un governo e l’altro. “Siamo pronti con i progetti e a indire le gare per l’inizio dei lavori”: quando si sono presi impegni formali e spesi soldi pubblici non bisognerebbe cambiare le regole in corsa. L’amministrazione comunale si era impegnata con risorse proprie e con il lavoro dei tecnici e dei dipendenti: tutto però finisce in fumo. Il primo cantiere, a dicembre, doveva essere quello per la ristrutturazione della palestra, per un milione e 835mila euro. Erano in programma anche la demolizione dell’attuale scuola d’infanzia, per 180mila euro, e la costruzione della nuova scuola, per un milione e 970 mila. La frazione di San Felice è trascurata da anni, con i suoi quartieri popolari in notevole stato di degrado e le lamentele dei residenti, e l’ultima importante opera pubblica, il sovrappasso, era stata contestata per i costi elevati e la ciclabile in forte pendenza. Il bando periferie però aveva permesso alla giunta di approvare anche il progetto per le opere infrastrutturali e di illuminazione pubblica, per 2 milioni e 242.400 euro, oltre ad interventi dei servizi sociali e il miglioramento delle aree verdi, con un’area boscata nuova ai margini dell’autostrada. Tutto però è stato cancellato da un voto del Senato. Nello stesso tempo il gruppo regionale del M5S difende il governo e fa notare che arriveranno ben altri fondi, al posto di quelli destinati a opere pubbliche giudicate propagandistiche. Il sindaco non ci crede: per lui è solo propaganda.

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