Saranno almeno 900 i medici neolaureati destinati al precariato. E’ un inevitabile realtà poiché 2000 camici bianchi sono prossimi al pensionamento e i giovani che avrebbero la possibilità di sostituirli non saranno ammessi ad ottobre alle scuole di specializzazione. Si tratta di aspiranti chirurghi, ginecologi, pediatri e cardiologi della Lombardia che non hanno passato il test di ingresso nazionale dello scorso 17 luglio E adesso i candidati stanno aspettando di capire se riusciranno ad avere un posto in base alla posizione ottenuta in graduatoria. Chi è più in alto ha già scelto, gli altri lo faranno a partire dal 3 settembre, fino a riempire via via i posti a disposizione. Ma chi è in classifica da un certo punto in giù sa già di non avercela fatta. Complessivamente hanno tentato il test per entrare nelle Scuole di specializzazione in sedicimila, di cui 1.700 lombardi. Alla fine saranno ammessi a livello italiano in settemila, di cui solo 800 lombardi. Ne restano fuori 900 tutti laureati che ambiscono ad un posto in corsia negli ospedali lombardi sempre più in crisi. un paradosso all’italiana: i contratti di formazione nelle Scuole di specializzazione sono inferiori alle reali esigenze del sistema sanitario lombardo. Rispetto ai duemila medici l’anno destinati a uscire per raggiunti limiti d’età e come effetto della Legge Fornero del 2012, solo la metà per ora si sta preparando per sostituirli. Nel 2018/2019 i ginecologi e ostetrici destinati ad andare in pensione sono 224, mentre nella Scuola di specializzazione dedicata possono entrare in 67: per il 70% dei dottori che se ne andrà non è prevista la formazione di un sostituto. Lo stesso vale per il 68% dei medici d’urgenza, per il 64% degli ortopedici e dei pneumologi; per il 63% degli otorini; per il 60% degli anestesisti e il 59% dei pediatri. Questo genera uno stop al ricambio generazionale con inevitabili ripercussioni sui cittadini lombardi.

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