Le vasche del compostaggio dell’umido, nella frazione Tidolo di Sospiro, sono raddoppiate, da una a due, come dimostra la foto aerea che appare su Google Maps. La vasca ovale bianca è nuova. Le molestie olfattive sono diminuite negli ultimi tempi, come affermano alcuni residenti, ma l’attenzione non si è abbassata. Acri odori di sostanze che irritano gli occhi e fanno venire mal di gola si sentono per alcune ore al giorno, quando tenere le finestre aperte è un problema, anche se non si verifica più tutti i giorni. Dopo la raccolta di firme di un gruppo di residenti, fra il 2014 e il 2015, e una serie di lettere inviate all’amministrazione provinciale, al Comune, all’Asl e a tutte le istituzioni, non si ha tuttavia notizia di controlli delle autorità pubbliche e nemmeno sono state date informazioni ai residenti, che quando si trovano in particolare difficoltà avvisano direttamente il proprietario dell’impianto, che appartiene alla società Compostaggio Cremonese, il quale prende provvedimenti. L’impianto produce energia elettrica ricavandola dal biogas e dall’attività di compostaggio dell’umido proveniente dalla raccolta differenziata dei Comuni della zona, Cremona compresa. La legge non prevede una distanza minima di questo tipo di impianti rispetto alle abitazioni, che in alcuni casi si trovano a poco più di cento metri, e premia con contributi pubblici la produzione di energia considerata rinnovabile. L’associazione Salviamo il Paesaggio ha notato che, all’interno del piano provinciale dei rifiuti, la scheda del Compostaggio Cremonese reca una nota in rosso, che spiega che parecchio digestato non è maturato. L’amministrazione provinciale aveva emesso una diffida nell’ottobre di tre anni, perché l’Arpa aveva riscontrato la presenza di sostanze nocive nel digestato, come confermato dall’Asl. La presenza di forti odori rimane critica, l’impianto aumenta le proprie dimensioni, tuttavia le istituzioni non hanno più dato informazioni ai cittadini.

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