La primavera è la stagione che quasi tutti amano se non le persone che sono allergiche ai pollini. Infatti sembrerebbe proprio che coloro i quali vengono al mondo durante la diffusione massima dei pollini avrebbero maggiori probabilità di contrarre l’asma.

Lo rivela la ricerca internazionale formata da un team di scienziati australiani e internazionali. Dopo aver esaminato il sangue del cordone prelevato da centinaia di bambini nati in Australia, in Danimarca e in Germania; hanno scoperto che i nati durante la stagione dei pollini, in entrambi gli emisferi, avevano alti livelli di immunoglobuline E (IgE), un marker usato per prevedere lo sviluppo di malattie allergiche.

“Molti studi hanno già dimostrato che i bambini con alti livelli di IgE nel sangue del cordone ombelicale possono contribuire allo sviluppo di allergie durante l’infanzia, ma non è noto quanto questi livelli siano influenzati dall’esposizione dell’utero al polline”, spiega Erbas uno degli scienziati che hanno condotto la ricerca.

Invece i bambini che invece hanno passato tutta la primavera nel grembo delle madri, sono risultati meno esposti al rischio di allergie. Questo ci fa comprendere quanto l’esposizione ai pollini influisca sulla salute dei neonati e potrebbe risultare utile a scopo preventivo.

“È emerso che questi bambini hanno livelli di IgE inferiori: è una scoperta significativa, tuttavia è necessario effettuare ulteriori ricerche per identificare i periodi di maggiore rischio durante la gravidanza e cercare di prevenire lo sviluppo di allergie”, ha concluso lo scienziato Dottor Erbas.

 

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