Non sarebbe da imputare all’acqua degli acquedotti la causa della diffusione del batterio della legionella nel bresciano, bensì nelle torri di raffreddamento delle aziende in particolare tra Montichiari, Carpenedolo e Calvisano. Per quanto riguarda i campionamenti effettuati nel fiume Chiese, sono state rilevate sei positività su 12 casi analizzati. L’assessore lombardo alla Sanità Gallera, dopo un incontro con i vertici Ats, ha tranquillizzato tutti cittadini sulla potabilità dell’acqua della rete idrica ma ha anche annunciato che la Regione si impegnerà a garantire l’obbligo della sanificazione degli impianti a rischio con la possibilità di ricorrere a sanzioni. Anche per Legambiente Lombardia è necessario mettere in atto tutte le misure per la sicurezza della popolazione

Nel frattempo la Procura di Brescia, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per epidemia colposa, è in attesa dei risultati dell’autopsia disposta la scorsa settimana su due pazienti per i quali si sospetta la morte per legionella. Un 69enne morto all’ospedale di Gavardo, nel Bresciano, e un anziano deceduto alla clinica Poliambulanza in città a Brescia.

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