Dopo la presa di Raqqa, il combattente dell’Isis Samir Bougana è rimasto nascosto in un’area vicino a Hajin, ed è stato catturato dalle unità di protezione popolare curde, le Ypg, in un’operazione congiunta con gli Stati Uniti, mentre cercava di attraversare il confine per raggiungere la Turchia. Il primo jiahdista italiano, secondo la notizia data dal settimanale “Panorama” è proprio lui, di 24 anni, nato a Gavardo nel Bresciano da famiglia marocchina e vissuto a Cremona, con ultima residenza italiana nel 2010 a Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova. Il ministero degli Esteri deve ancora dare conferma, ma nel video delle milizie curde, Samir Bougana parla un italiano corretto, chiaro e sciolto, e racconta in 30 secondi la sua storia, riferendo che era sua intenzione raggiungere il consolato italiano in Turchia, per chiedere protezione e ottenere il permesso di tornare in Italia, dopo aver passato tre anni in Siria, all’interno di un campo di addestramento dell’Isis. La posizione di Samir Bougana dev’essere ancora valutata: sembra però che abbia svolto un ruolo importante nel sedicente Califfato, figurando tra i capi dei foreign fighters. Avrebbe svolto poi uno ruolo chiave nel traffico d’armi al confine, prima della cattura, come leader di un gruppo di mercenari. Fatto prigioniero, da quanto riferisce “Panorama”, avrebbe collaborato fornendo informazioni sia sull’organizzazione interna che sulle relazioni estere del sedicente Califfato. Cremona, che ha diversi precedenti di rilievo nella storia del terrorismo di matrice islamica, risulta di nuovo come punto di riferimento negli spostamenti degli immigrati da un territorio all’altro, come risulta dalle vicende di Bougana, noto con altri nomi Abu Hurairah al Muhammad e Abu Abdullah al Muhammad. L’uomo, oggi 24enne, sembra essersi radicalizzato in Germania, a Bielefeld, quando è entrato nelle moschee frequentate dagli estremisti islamici. Dalla Germania, a 19 anni, è poi partito verso la Siria, per unirsi alla guerra dell’Isis, dove ha trascorso tre anni, fino a quando, come racconta lui stesso, ha deciso di lasciare l’Isis con la moglie e i figli, per tornare in Italia. E’ da accertare il suo disegno, se al suo eventuale avrebbe trovato una cellula terroristica pronta a combattere oppure no.

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