Ci sono voluti otto anni, dalla chiusura che risale al 2010, prima che iniziassero questa mattina le operazioni di dismissione dell’ex raffineria Tamoil di via Eridano, i cui rottami saranno smaltiti da un’industria cremonese. In questa fase gli interventi non interferiscono con il suolo e si limitano alla demolizione degli impianti e di alcuni piccoli fabbricati che si trovano sopra il piano campagna, già dismessi e bonificati. Tutti gli impianti, e anche i serbatoi connessi all’ex industria petrolifera, sono già stati svuotati e bonificati dai residui di processo, e quindi, come assicura il Comune già da tempo, non ci si aspettano rischi d’inquinamento. Nemmeno si prevede dispersione di polveri, destinate a essere annullate dalla tecnica di abbattimento ad acqua nebulizzata. Al termine della dismissione, che sarà completata dalla ditta Armofer entro la fine del 2019, rimarrà comunque attivo il deposito: non è ben chiaro di quanto si estenderà l’area sgombrata.
Gli aspetti tecnici della dismissione, sollecitata già più volte dal Comune presso il ministero dello sviluppo economico negli ultimi anni, sono già stati trattati dall’amministrazione comunale nelle riunioni dello staff tecnico che segue passo per passo le vicende della Tamoil. L’impegno che ha preso il Comune è di monitorare e comunicare, in sinergia con Tamoil e la ditta Armofer, le attività in programma, a tutela della pubblica incolumità e dell’ambiente. A loro volta l’amministrazione provinciale, l’Arpa, l’Ats e i vigili del fuoco. Dopo l’accordo del 2011 fra compagnia petrolifera, sindacati ed enti locali, per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori, e la vicenda giudiziaria, ancora in corso, era stato un decreto del ministero dello sviluppo, nel 2014, ad autorizzare lo smantellamento della raffineria, al termine del quale sarà possibile compiere la bonifica del terreno.

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