Un nuovo farmaco è stato scoperto per la cura dell’amiloidosi cardiaca senile, una patologia rara che colpisce soprattutto uomini ultrasessantenni e per la quale non esisteva, sino ad oggi, una terapia certa. L’efficacia della molecola, che viene somministrata per via orale, è stata testata grazie ad uno studio internazionale al quale hanno partecipato 48 centri in 13 Paesi, compreso quello del San Matteo di Pavia diretto del professor Giampaolo Merlini, che è anche direttore scientifico del Policlinico. Sono stati 441 i pazienti “arruolati” per questa ricerca; 6 di loro sono in cura al San Matteo.

“I risultati sono davvero confortanti – sottolinea il professor Merlini -: per la prima volta un farmaco riduce la mortalità delle persone colpite da questa patologia, e migliora sensibilmente la qualità della loro vita. E’ un traguardo al quale si è giunti grazie alla ricerca svolta negli Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) come il San Matteo: dobbiamo ringraziare la direzione dell’ospedale, che investe molto in queste attività”.

Le amiloidosi sistemiche sono un gruppo di malattie rare (con circa mille nuovi casi all’anno in Italia, ma la forma cardiaca colpisce il 10 per cento dei pazienti con scompenso) causate dall’accumulo di proteine prodotte dal nostro organismo che si depositano negli organi vitali, compromettendone progressivamente la funzione.

Il centro per lo studio e la cura dell’amiloidosi del San Matteo (negli ultimi tre anni sono state oltre 4.500 le valutazioni della malattia) è attivo dal 1986; è una delle strutture di riferimento, in Italia e nel mondo, per la cura e la ricerca di queste patologie. La ricerca che ha portato alla sintesi di un nuovo farmaco per la forma cardiaca dell’amiloidosi è stata recentemente presentata in un congresso svoltosi a Monaco.

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