Recentemente è stato svolto il più grande studio mai condotto nel suo genere, hanno infatti analizzato i dati di un totale di 3 milioni e duecentomila persone in tutto il mondo. Sono infatti arrivati alla conclusione che esiste una fortissima possibilità che le persone che hanno subito un ictus potrebbero avere quasi il doppio della probabilità di sviluppare demenza.

In questo momento circa 50 milioni di persone, a livello globale, presentano un qualche tipo di deterioramento cognitivo, un numero che dovrebbe quasi raddoppiare in 20 anni. In contemporanea l’Organizzazione mondiale della sanità, ci comunica che ogni anno 15 milioni di persone hanno un ictus, anche se questa malattia può, in molti casi, esser prevenuta modificando l’alimentazione e rinunciando a fumo, alcol e sedentarietà.

Per comprendere meglio il legame tra le due malattie, i ricercatori University of Exeter Medical School nel Regno Unito, hanno analizzato in tutto 48 studi precedenti, riscontrando come aver avuto un ictus ha raddoppiato il rischio di vedersi diagnosticata demenza.

“Considerando quanto comuni siano entrambe queste patologie il collegamento è una scoperta importante: i miglioramenti nella prevenzione dell’ictus e nella cura post-ictus possono infatti svolgere un ruolo chiave nella prevenzione della demenza”, spiega Ilianna Lourida, una delle autrici dello studio apparso sul Alzheimer & Demenza: The Journal of the Alzheimer’s Association.

Sono necessarie ulteriori ricerche, aggiungono i ricercatori, per stabilire se le differenze nella cura post-ictus possono ridurre ulteriormente il rischio.

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