Nel 2018 l’Italia ha perso 4 posizioni nel ranking mondiale dell’equità energetica a causa del costo dell’energia superiore rispetto ai principali competitor globali, tuttavia mantiene la tripla “A” per sicurezza, equità e sostenibilità energetica. Se n’è parlato a Milano al World Energy Week, appuntamento mondiale con ministri, accademici e manager delle più importanti aziende del settore organizzato dal World energy council. Askanews ha incontrato il presidente per l’Italia, Marco Margheri.”Ottocento iscritti e delegati – ha spiegato – vengono a discutere i grandi temi della transizione energetica che sono: 1) come fare ad assicurare il massimo ingresso di fonti sostenibili, rinnovabili, nel più breve tempo possibile; 2) come assicurare una combinazione di questo ingresso con un’energia sicura e quindi con un complemento che nei prossimi decenni dovrà essere soprattutto attraverso il gas, che ci aiuta anche come combustibile per la mobilità sostenibile”.Secondo il rapporto, l’Italia continua il suo percorso di rafforzamento della sostenibilità ambientale, riducendo emissioni di gas serra e migliorando efficienza e sicurezza energetica. A oggi le fonti rinnovabili coprono il 17,7% del consumo finale lordo di energia; l’intensità energetica del PIL è scesa del 4,9%, rispetto al 2013 ed è diminuita anche la dipendenza da fonti estere di approvvigionamento, tanto che le importazioni di energia (76,5%) sono scese di 6 punti percentuali rispetto al 2010. Condizioni che posizionano comunque l’Italia tra le prime 20 nazioni al mondo, anche se c’è ancora tanto da fare.”Tutto questo – ha concluso Margheri – costituisce un patrimonio su cui l’Italia ha straordinarie competenze industriali, grandi filiere tecnologiche, un mercato in certe zone (Milano in primis) molto avanzato, ed è per questo che qui a Milano sono in tanti i Paesi che vengono a conoscere la realtà italiana come una best practice”.”Va ricordato che il patrimonio che l’Italia ha conseguito nei decenni scorsi, sia in termini di penetrazione delle fonti rinnovabili, sia in termini di efficenza energetica e di sviluppo del sistema gas è un patrimonio importante. Quindi, in un contesto complesso come quello delle politiche energetiche la transizione e il cambiamento anche quando accelerano devono accelerare con continuità e cogliendo tutte le opportunità che si offrono nell’ambito del sistema energetico del nostro Paese”.Nel ranking mondiale sono Danimarca, Svizzera e Svezia i Paesi che mantengono le prime tre posizioni mentre nazioni in via di sviluppo come Nepal, Kenya e Bangladesh hanno migliorato il loro punteggio dell equità energetica, grazie a politiche mirate come l’inserimento di microreti energetiche, e microsistemi idrici, per rispettare il settimo obiettivo delle Nazione Unite di assicurare a tutti l accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni.

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