La convivenza tra l’orso bruno marsicano e l’uomo è possibile. Ne è una prova ciò che succede nel Parco Nazionale dell’Abruzzo Lazio Molise, dove la grande sfida, spesso vinta, è di coniugare la tutela e la conservazione di una specie a rischio estinzione con la pubblica sicurezza per i cittadini.

Nel Parco, meravigliosa distesa di boschi secolari, verdi praterie, faggeti e montagne, si contano 50-60 esemplari di orsi bruni. Animali non pericolosi né aggressivi, che spesso si allontanano dall’area protetta e arrivano perfino nei centri abitati, alla ricerca di cibo.Antonio Carrara è presidente del Parco Nazionale, un’area protetta di circa 51mila ettari:

“Dobbiamo lavorare nel parco per tenerci questo numero esiguo di orsi ma soprattutto per farlo crescere e fare in modo che possano vivere anche fuori da questo territorio. È chiaro che c’è ancora molto lavoro, e presuppone il coinvolgimento di chi vive in questi territori. La convivenza con l’uomo non è semplice, ma nemmeno impossibile”.

Se infatti nei paesi nel cuore del Parco come Pescasseroli, Gioa dei Marsi, Barrea, Lecce dei Marsi, è pressoché normale vedere un orso attraversare il centro abitato, più insolito è che questo avvenga nei paesi al di fuori dell’area parco. Una vasta attività di prevenzione e controllo è svolta dai Carabinieri Forestali del reparto Biodiversità di Castel di Sangro, che da anni si occupano di gestione e conservazione dell’orso marsicano nell’appennino centrale. Il comandante, colonnello Luciano Sammarone:

“La conservazione è un dovere istituzionale e passa per due filoni di attività. Da una parte la prevenzione; dall’altra parte, l’altra grande sfida è quella di favorire la convivenza tra orso e cittadino. La sfida è fuori, ed è quella di assicurare un habitat adeguato e spazi di movimento all’orso”.

Da qui un messaggio per tranquillizzare la popolazione:

“L’orso non è un animale pericoloso e non conosciamo situazioni in cui l’orso marsicano abbia deliberatamente attaccato la popolazione. L’orso è un animale che quando si accorge della nostra presenza tende ad allontanarsi e a scappare dalla parte opposta”.

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