“I temi della libertà e dell’indipendenza nella ricerca scientifica, della comunicazione di corrette informazioni scientifiche sono temi centrali nell’Associazione Luca Coscioni e sono condivisi da tutti i ricercatori e dal Ministero della Salute che li sostiene e li promuove”.

È la dichiarazione di Salvatore Sciacchitano, capo della segreteria del sottosegretario al Ministero della Salute Armando Bartolazzi, che ha aperto XV Congresso dell’Associazione Luca Coscioni dedicato a ‘Le libertà in persona’.

Tre giorni di dibattito e confronti in corso all’Università Statale di Milano da ieri a domenica. La manifestazione di disobbedienza civile attuata da Marco Cappato, Filomena Gallo e Marco Perduca (tesoriere, segretario e membro di giunta Ass. Coscioni), con l’assaggio e la distribuzione al pubblico di arancini di riso modificato geneticamente aveva aperto il dibattito sulla necessità di riportare al centro dell’agenda e del dibattito politico la libertà di ricerca scientifica e la conoscenza, temi ora relegati ai margini.

Secondo la classifica elaborata per l’associazione Luca Coscioni dal prof. Andrea Boggio, dirigente Alc e docente della Bryant University di Boston, che si basa su dati messi a disposizione da organizzazioni internazionali come la Banca Mondiale, Unesco, Oecd, ed il World Economic Forum e su dati raccolti dall’Associazione stessa, l’Italia occupa il 26mo posto dietro agli altri grandi paesi europei, ma anche realtà come Sud Africa, India, Vietnam e Israele.

Al vertice della classifica abbiamo Belgio, Olanda e Usa La posizione dell’Italia dipende dal fatto che i finanziamenti alla ricerca sono inferiori alla media europea e ci sono troppo pochi ricercatori. L’Italia è anche indietro nelle competenze scientifiche degli studenti di scuola superiore e di capacità di attrarre talenti dall’estero.

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