Visite mediche al cuore, alla vista, dermatologiche e neuropsicologiche. La salute si può controllare anche per strada, con i check up gratuiti organizzati dalla Fondazione Ania, l’associazione delle compagne assicurative italiane. Un’iniziativa che mira alla prevenzione e alla diagnosi precoce, con una campagna informativa sui corretti stili di vita. Si chiama Street Health, ed è un camion itinerante con medici e strumenti a bordo che ha fatto tappa alla Barcolana di Trieste per il suo 50esimo anniversario. Come è stata accolta del pubblico l’iniziativa?

Lo spiega Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania.

“E’ una risposta via via crescente – replica Guidoni – Ormai è circa un’anno e mezzo che offriamo questo servizio, periodicamente, nel corso dell’anno. E circa diecimila persone si sono avvalse dei nostri check up. Ovunque abbiamo liste d’attesa, file; le persone richiedono questo tipo di attenzione dal punto di vista di conoscenza del proprio stato di salute, per poi andare ad approfondire eventuali indicazioni dei nostri medici. L’iniziativa proseguirà, con particolare attenzione verso bambini e anziani.”

“I progetti per il futuro sono sicuramente – ha spiegato Guidoni – essere presenti di più sul territorio attraverso questi check up gratuiti. Abbiamo un progetto per i bambini molto importante con il Bambin Gesù. Saremo vicini agli anziani cercando di individuare il prima possibile le malattie neurovegetative della terza età. Cerchiamo di coprire il più possibile la popolazione nella sua esigenza di salute e benessere. Cerchiamo anche di suggerire i corretti stili di vita, la corretta alimentazione, per far sì che la salute pubblica sia a livelli sempre maggiori e accettabili”.

Il pubblico sembra accogliere con favore.

“Sono stati professionalissimi e cortesi – ha detto una donna che si è sottoposta ai check up – Mi hanno dato tutte le spiegazioni necessarie. L’ho trovata una soluzione assolutamente comoda, anche in una situazione come questa di festa, comunque un’attenzione è sempre importante. La curiosità – ha concluso – ti avvicina, ma serve in alcuni casi a salvare delle vite. Perché magari, attratti dalla gratuità del servizio, ci si approccia al servizio. E questo aiuta molto le persone”.

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