Lo studio pubblicato su Geophysical Research Letters dal gruppo di ricerca coordinato da Angeline Pendergrass, del National Center for Atmospheric Research (Ncar) a Boulder, in Colorado spiega come la metà delle precipitazioni di un anno si concentra in soli 12 giorni.

Un fenomeno che si osserva ovunque sulla Terra ed entro fine secolo sarà ancora più accentuato, con la metà delle piogge che cadrà in 11 giorni ‘super bagnati’ generando eventi sempre più estremi.

Dopo diverse analisi svolte prendendo in considerazione i dati raccolti tra il 1999 e il 2014 in 185 stazioni meteo del mondo e li hanno poi confrontati con le misure ottenute dal satellite Trmm (Tropical Rainfall Measuring Mission). Sono arrivati alla scoperta che, ovunque nel mondo, la metà delle precipitazioni annuali si concentra in soli 12 giorni, e addirittura nel giorno più ‘bagnato’ dell’anno cade una quantità d’acqua pari alla quantità media di un mese intero.

Per capire che cosa ci attende nel futuro, i ricercatori hanno condotto varie simulazioni usando 36 dei principali modelli climatici attualmente in uso. Considerando uno scenario al 2100 con elevate emissioni di gas serra e la concentrazione di anidride carbonica balzata da 408 a 936 parti per milione, le precipitazioni annuali potrebbero aumentare ancora un po’, con metà della pioggia extra concentrata in soli sei giorni. Questa distribuzione fortemente disomogenea porterebbe ad avere metà delle precipitazioni annuali in soli 11 giorni ‘super bagnati’.

“Mentre i modelli climatici prevedono generalmente un modesto incremento delle precipitazioni noi abbiamo scoperto che questo incremento di traduce in una manciata di eventi caratterizzati da molta più pioggia, che possono dunque avere impatti molto più negativi causando alluvioni. Dobbiamo tenerne conto quando pensiamo a come prepararci per il futuro”  ha commentato Pendergrass.

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