Dipendenti postali ancora sotto stress, per la carenza di personale segnalata dal sindacalista della Cisl Pietro Triolo. Dopo aver colmato le lacune tra i portalettere, e aver superato il periodo dei gravi disservizi di due anni fa, le 26 stabilizzazioni dei precari, ottenute in provincia dopo l’accordo nazionale del 13 giugno, riguarderanno proprio il recapito della posta, ma non i servizi agli sportelli, dove continuano a mancare una decina di persone. La conseguenza sono le lunghe attese degli utenti, che si verificano non appena uno o due impiegati devono prestare attenzione alle richieste. Le categorie che si recano negli uffici postali infatti, per lo più, sono anziani e immigrati, mentre i giovani si rivolgono più facilmente ai servizi via internet. Oltretutto il territorio della provincia di Cremona, con i suoi 115 Comuni, spesso ripartiti a loro volta in frazioni, complica la vita agli addetti sia al recapito, per la difficoltà di conoscere le molteplici strade, e sia agli sportelli, per il gran numero degli uffici sul territorio. E non basta. Pietro Triolo segnala le conseguenze negative dei pensionamenti: quota 100 potrebbe accrescere la corsa al ritiro dal mercato del lavoro. Ogni anno mediamente 8 persone raggiungo l’età della pensione, e in più quest’anno saranno trasferite due persone, l’una nel Mantovano l’altra nel Bresciano, senza alcun sostituto in arrivo. La dirigenza supplice inviando negli uffici più piccoli gli addetti disponibili, per evitare che per ferie o malattia di una sola persona un ufficio resti chiuso. Inoltre mancano macchine contasoldi e di verifica della validità del denaro, proprio mentre si diffonde il fenomeno del biglietto da 5 euro falso, non più da 100: un segnale anche questo della crisi in cui si trova una parte della popolazione.

 

 

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