I tagli di Trenord sono già una realtà, che si somma, anche stamattina e oggi pomeriggio, a una serie impressionante di ritardi, guasti e soppressioni. Domani in commissione regionale trasporti il piano messo a punto dal nuovo amministratore Marco Piuri sarà presentato ufficialmente: spariranno comunque 50 corse al giorno su un totale di 2.361 in regione, quasi la metà delle 5mila quotidiane nel Nord Italia. Sarà penalizzata, tra le altre, proprio la linea Cremona Mantova, la stessa sulla quale da anni è stato promesso il raddoppio dei binari. Funzionano meglio, dicono a Trenord, i treni che viaggiano sulle linee a raggiera, fra Milano e le altre città, meno bene i collegamenti fra una città e l’altra, al punto che i costi della Cremona Mantova, fra personale e macchinari, sono considerati eccessivi. Dunque 50 treni al giorno non sono gestibili, e ne resteranno 40 su una linea che, come ricorda Dario Balotta di LeU Lombardia, può offrire 90 corse: null’altro, quindi, che “una chiara ammissione d’incapacità gestionale, su una linea già elettrificata e automatizzata”. Si vedono ancora, come ieri, passare da Casalmaggiore, sulla Brescia-Parma, se non da Cremona sulla Cremona Brescia, gli Ale 668, i convogli a gasolio che non possono viaggiare oltre i 50 chilometri orari, mentre gli altri treni non possono superare gli 80 all’ora. Trenord vanta la creazione di 200 corse nuove negli ultimi due anni, ma Cremona è tra le città più penalizzate. E dire che qualche settimana fa il presidente della Regione Attilio Fontana, l’ad di Trenitalia Gianfranco Battisti e il ministro Danilo Toninelli parlavano di miglioramenti con nove treni e 20 macchinisti in più. I treni nuovi erano solo 3, e su 4.300 dipendenti non s’è vista la differenza. Le proteste sono pesanti, i pendolari constatano un continuo, incredibile peggioramento del servizio. Si parla ancora di sciopero del biglietto, un’iniziativa più volte invocata, mai però realizzata se non con iniziative individuali. Oggi il Cremona Brescia delle 8.24 ha perso 60 minuti sin dalla partenza per la sostituzione del treno stesso, il Treviglio Cremona delle 8.07 ha tardato di mezz’ora per attendere una coincidenza, così come la corsa dell’ora successiva, mentre diversi convogli sono stati già sostituiti da bus su tutte le linee del territorio. Quanto ai bus, stamattina il Cremona Codogno delle 8.21 è partito per errore verso Piadena, con un solo passeggero a bordo: l’autista è dovuto tornare indietro per ripartire verso la destinazione giusta, Codogno.

Paolo Zignani

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