Farmaci di nuova generazione e innovazione tecnologica. Sono le armi con le quali la medicina sta affrontando, con sempre maggior successo, sia il diabete di Tipo 1 sia quello di Tipo 2. In occasione del IX convegno nazionale della Fondazione Amd (Associazione medici diabetologi) che si è tenuto a Roma dall’8 al 10 novembre e in vista della Giornata mondiale del diabete del 14 novembre, Askanews ha sentito Franco Tuccinardi, consigliere nazionale Amd.

“Uno dei temi più importanti è sicuramente quello dei farmaci innovativi che da qualche anno abbiamo a disposizione, anche se la prescrizione in Italia è ancora abbastanza limitata. Perché sono farmaci innovativi: perché, oltre alla capacità di ridurre la glicemia, che comunque rimane un obiettivo prioritario nella cura del diabete, hanno in più la capacità di ridurre le complicanze, la mortalità cardiovascolare. Il paziente diabetico di Tipo 2 purtroppo ancora oggi muore soprattutto per patologie cardiovascolari quindi avere a disposizione questi farmaci sicuramente ci risolve quella aspettativa che fino ad oggi non avevamo risolto”.

Sul fronte del diabete di Tipo 1 rivestono notevole importanza le innovazioni tecnologiche. Askanews ne ha parlato con Basilio Pintaudi, medico diabetologo dell Ospedale Niguarda di Milano.

“Sicuramente la tecnologia ha avuto un impatto notevole negli ultimi anni anche nel contesto della terapia del diabete soprattutto per quanto riguarda il diabete di tipo 1. Adesso c è un avanzamento importante, un upgrade della tecnologia nell’ambito dei sistemi di monitoraggio della glicemia, quindi nella capacità più immediata e molto più comoda per il paziente di controllare i livelli di zucchero nel proprio sangue”.

Ma non è tutto, come spiega ancora Pintaudi:

“Oltre a ciò vi è anche un importante opzione terapeutica per i pazienti con diabete di Tipo 1 che è rappresentata dalla parte infusionale, quindi la capacità di poter somministrarsi insulina non più con le siringhe come si faceva una volta o con le più moderne penne per insulina, ma con i sistemi di infusione continua, i cosiddetti microinfusori. Adesso assistiamo a un ulteriore passo in avanti perché i sistemi di monitoraggio della parte controllo glicemico vanno ad integrarsi sempre di più con la parte infusiva, quindi con la parte di terapia insulinica, i due sistemi si parlano tra di loro e questo ovviamente ha un impatto sia clinico sia sulla qualità della vita delle persone che soffrono di diabete”.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata