Le malattie infiammatorie croniche dell’intestino, ossia la Colite Ulcerosa e la Malattia di Crohn, compaiono frequentemente tra i 20 e i 30 anni. In Italia si stima che siano affette da colite ulcerosa o malattia di Crohn tra le 200 e le 250mila persone; in Europa i dati ufficiali ci dicono che ne soffrono in oltre due milioni. I dati più recenti sulle esenzioni mostrano che in Lombardia ci sono circa 40mila pazienti affetti da colite ulcerosa e/o malattia di Crohn. Si tratta di un incremento di tali patologie definito eclatante dal prof. Maurizion Vecchi, Direttore di Unità Operativa Complessa al Policlinico di Milano e della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente dell’Università di Milano. Il punto sulle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali e sulle cure che oggi si stanno confermando come risposta più adeguata, saranno al centro di un importante convegno che si svolgerà lunedì e martedì prossimo presso l’Università di Milano. Sotto esame   l’attuale iter terapeutico che parte dalla prevenzione e dallo screening del carcinoma colon rettale per evidenziare lo stato attuale dell’approccio della gastroenterologia e del peso delle patologie gastrointestinali nella sanità europea. Un secondo sguardo vuole invece mettere a fuoco le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali e le manifestazioni extra-intestinali sistemiche e di altri apparati. Emrge la necessità che la moderna gestione delle malattie si basi sull’impiego di team multidisciplinari. Non va dimenticato infatti, come ha sottolinea il prof. Maurizio Vecchi, che “L’ampliarsi delle opzioni terapeutiche espone potenzialmente i pazienti ai rischi legati all’immunosoppressione”. Nuove terapie si prospettano per la Malattia di Crohn: è stato registrato anche in Italia un farmaco anche per la malattia di Crohn che ha un nuovo target terapeutico, in quanto agisce più a monte del processo infiammatorio responsabile della malattia, garantendo un esito di remissione della patologia in due anni nel 75% dei casi. L’innovazione delle terapie è legata alla potenzialità della manipolazione della flora batterica, il cosiddetto microbiota (batteri presenti nell’intestino), e all’uso delle stem cell (cellule staminali), che permettono di riparare i tessuti lesionati dall’infiammazione e dalle ulcere. Sono progetti ancora in fase sperimentale, ma alcune di queste cellule arriveranno in commercio tra non molto. In breve, ciò significa che si sta passando dalle terapie biologiche alla manipolazione di cellule batteriche, flora batterica o cellule umane per riequilibrare lo stato infiammatorio.

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