All’interno del nostro cuore, durante lo sviluppo embrionale, sono presenti geni che una volta mutati, posso provocare malformazioni evidenti fin dai primi giorni di vita. Recentemente lo studio condotto all’Università di Zurigo da Claudio Cantù e Dario Zimmerli, ha certificato la correlazione tra la presenza dei geni di un certo tipo e problemi congeniti al muscolo cardiaco.

Infatti come spiegano i ricercatori dopo un’osservazione iniziata nel 2012 si è notato che alcuni di questi geni, che contribuiscono anche allo sviluppo di altri organi e dei denti, determinandone la consistenza dello smalto, sono stati individuati nei cromosomi ‘difettosi’ che generano malattie letali o curabili soltanto con operazioni ad alto coefficiente di difficoltà.

“Dal punto di vista diagnostico questa scoperta ha grande rilevanza. Permetterà infatti di controllarli e capire se il cuore del nascituro abbia una struttura buona o meno” ha spiegato il Dottor Claudio Cantù. Questo infatti permetterà di sapere ancor prima della nascita, se il neonato avrà bisogno di un intervento chirurgico immediato e di quale tipo.

 

In precedenza si sapeva già che in presenza di malformazioni cardiache ci fossero parti di cromosomi ‘rotte’ o mancanti, ma è stata l’individuazione dei geni in queste aree imperfette a stabilire la loro responsabilità su alcuni problemi cardiaci.

 

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