In tutto il mondo oltre 5 milioni di persone hanno smesso di fumare per passare ad un prodotto di nuova generazione che pur rilasciando nicotina non genera un processo di combustione. I numeri – che riguardano una media di 10 mila fumatori che ogni giorno abbandonano la vecchia sigaretta – sono stati presentati da Philip Morris International a Bologna in occasione dell’evento “Innovazione, Scienza e Società: riduzione del danno e prodotti di nuova generazione” promosso dall’Istituto Cattaneo.

La multinazionale del tabacco, che si candida a diventare l’artefice di un futuro senza fumo, impiega quotidianamente oltre 400 scienziati e ingegneri nei suoi centri di ricerca e sviluppo in Svizzera e a Singapore. L’attività di ricerca – condotta secondo gli stessi protocolli adottati dall’industria farmaceutica e i cui risultati sono messi a disposizione della comunità scientifica mondiale – ha portato a dimostrare una riduzione nella formazione delle sostanze tossiche o potenzialmente tali nei prodotti di nuova generazione. Si tratta di risultati incoraggianti per Patrizia Hrelia, professore ordinario di Tossicologia del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell Università di Bologna.

“Studi incoraggianti perché dimostrano che dal punto di vista della produzione di sostanze tossiche potenzialmente cancerogene quelle a cui si imputano gli effetti collaterali, la reazione avversa associata al tabagismo, indicano una riduzione di immissione e di produzione di queste sostanze tossiche. La riduzione delle sostanze tossiche potrebbe idealmente sulla base del paradigma e della valutazione del rischio in cui l’esposizione ha la valenza importante, potrebbe essere un dato assolutamente utile e importante nelle politiche di riduzione del danno da tabacco”.

Le istituzioni scientifiche e quelle governative, secondo la docente universitaria, devono valutare questi risultati con lo stesso rigore scientifico con cui i risultati sono stati ottenuti.

“Non possiamo fare quindi una valutazione sulla base di pregiudizi ma dobbiamo valutare in una maniera estremamente onesta i dati scientifici. La partita in gioco è estremamente importante perché si parla di salute, di impatto sull’ambiente, sulla salute dei consumatori, sulle politiche sanitarie”.

L’utilizzo dei dispositivi di nuova generazione, secondo la portavoce della Regione Emilia-Romagna, Raffaella Sensoli (M5S), possono essere d’aiuto per preservare la salute dei cittadini.

“Sicuramente l’abbattimento dell’emissione delle sostanza tossiche può essere il primo passo, quindi indirizzare il cittadino verso questi nuovi dispositivi, qualora non si riuscisse a farlo smettere di fumare, può essere importante”.

Le istituzioni, secondo la vicepresidente della Commissione sulle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, possono essere d’aiuto per diffondere una giusta comunicazione sulle alternative alla vecchia sigaretta.

“Ci si può rivolgere attraverso il Servizio sanitario ma anche attraverso le scuole con iniziative rivolte ai ragazzi per prevenire la creazione di nuovi fumatori e con iniziative non solo fatte dal docente o dall’adulto, ma anche con esperienze alla pari tra ragazzi: è provato che sono molto efficaci e la Regione dovrebbe promuovere questo tipo di iniziative”.

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