Cremona. L’aut-aut del presidente della Regione Attilio Fontana ha spiazzato i rappresentanti dei territori di Cremona e Mantova, riunitisi stamattina a Milano, al grattacielo Pirelli, per il tavolo dedicato al futuro delle infrastrutture. Fontana ha rinunciato a indicare un piano per la Lombardia del Sud, e anzi ha chiesto ai due territori di scegliere che cosa fare: se si farà l’autostrada, la Regione troverà i fondi, ma ancora i tempi non sono certi. Ed è previsto, dall’ultimo aggiornamento, un importo cospicuo, di ben un miliardo e 83 milioni, con un incremento dei costi del 40% circa. Dunque, da quanto riferiscono i protagonisti del tavolo di oggi, Cremona e Mantova non possono sorridere. Se i territori scelgono l’autostrada, alla quale non intendono rinunciare, non avranno però altro, per la viabilità, dalla giunta regionale, presente anche con gli assessori Claudia Terzi e Alessandro Mattinzoli, di fronte a sindaci, consiglieri regionali e Camere di Commercio. I tempi di realizzazione dell’autostrada, poi, non sono nemmeno certi. Non risulta credibile il 2026 per la conclusione dei lavori, finché la concessionaria Stradivaria, presieduta da Carlo Vezzini, non presenta un progetto sostenuto da un finanziamento bancabile. C’è insomma il rischio che passino anni senza altre opere pubbliche, da parte della Regione. Non si faranno dunque raccordi né tangenzialine e null’altro: le strade rimarranno come sono, senza riqualificazioni né opere onerose. La risposta dei rappresentanti di Cremona e Mantova, ovvero i sindaci dei due capoluoghi, i consiglieri regionali, i presidenti delle due Province e le due Camere di Commercio, è stata l’annuncio di una nuova convocazione dei tavoli provinciali, per poi tornare a Milano il 22 gennaio per riferire alla Regione, che quindi deciderà. I territori devono di nuovo condividere con tutti i soggetti la risposta.

 

Paolo Zignani

 

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