Dopo una battaglia durata all’incirca quattro anni, il comitato guidato da Romano Sacchi ha vinto: il settore Ambiente dell’amministrazione provinciale l’altro ieri ha estinto il procedimento autorizzativo della centralina idroelettrica che la società Iniziative Bresciane ha chiesto di costruire all’interno della riserva naturale Palata Menasciutto. La pratica era rimasta ferma e sospesa dal giugno scorso, quando il Parco del Serio si è opposto alla demolizione permanente di una porzione di bosco, che sarebbe stata necessaria per aprire il cantiere della centralina. Quindi il 18 giugno scorso l’amministrazione provinciale ha negato le due autorizzazioni paesaggistica e paesaggistica in materia forestale, per applicare la direttiva europea Habitat, quindi il consigliere regionale dei 5 stelle Marco Degli Angeli in un’interrogazione ha chiesto di archiviare la richiesta della ditta, per evitare sorprese in futuro. In un primo momento, nell’agosto 2014, la InBre aveva ottenuto dalla Provincia la concessione di derivare acqua pubblica dalla Palata quattrocentesca per produrre energia idroelettrica. Per Romano Sacchi, non bisogna abbassare la guardia, ma la richiesta era irricevibile, e doveva essere respinta dall’inizio: invece è iniziata una lunga lotta, condita di ricorsi al Tar e al tribunale delle acque, con interventi di parlamentari e associazioni ambientaliste. In una riserva naturale, oltretutto sito di interesse comunitario europeo, non si può costruire nulla. La Regione ammette solo centraline sotto i 50 kilowatt. InBre invece voleva una centralina da 483 kilowatt per sfruttare un salto di 3,60 metri, in un corso d’acqua con portata massima di 35 metri cubi al secondo. I contributi pubblici tuttavia premiano il micro-idroelettrico, tant’è vero che la stessa ditta ha potuto costruire due centraline nelle altre due palate Babbiona e Malcontenta.

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