Nella riunione congiunta delle commissioni Territorio e Sviluppo, il centrosinistra non arretra di un passo sul caso Maschio, malgrado le pressioni delle minoranze. La vicesindaco Maura Ruggeri ha ricostruito i rapporti con la multinazionale padovana, che produce macchine agricole. Nel maggio 2014 la Maschio si insedia a Cremona promettendo investimenti e il raddoppio del personale, e nel gennaio 2015 acquisisce la Feraboli. La multinazionale padovana risulta però già fortemente indebitata, tanto da dover aprire un piano di rientro triennale con numerose banche. Nel 2016, prima dunque di quanto si sapeva fino a pochi giorni fa, iniziano i rapporti con il Comune, con la richiesta di cambio di destinazione d’uso, per vendere parte dell’area, 36mila metri quadrati, a una società tedesca di bricolage e giardinaggio, che l’acquisterebbe al quadruplo del valore per realizzare una grande struttura di vendita. La Maschio così si trasferirebbe a Pozzaglio, in un’area assai vasta, dismessa da anni, sulla quale è in corso una procedura d’asta. La Maschio però minaccia di ridurre il personale da 150 a 100 se la modifica urbanistica non si farà. I 50 esuberati verrebbero riassorbiti dalla società tedesca. La vicesindaco Ruggeri definisce aleatoria e infondata la prospettiva e lamenta che il Comune non ha mai avuto dati finanziari ed economici né il piano industriale. Inoltre non vanno dati aiuti di Stato alle imprese. L’assessore Virgilio fa sapere di aver proposto di togliere dalla proposta la grande struttura di vendita, da sostituire con aree artigianali, un’area per l’ingrosso e una media struttura e la Maschio non ha accettato. Virgilio insiste: occorre salvaguardare i negozi e riequilibrare i rapporti con le medie strutture di vendita. Il Comune propone un accordo di programma, per il quale però occorrerebbe una ricaduta positiva per il territorio e il coinvolgimento di Provincia e Regione. Virgilio insiste su un dato: prima di parlare di urbanistica, occorre l’accordo tra azienda e sindacati, se no non si fa nulla, anche perché questa richiesta è funzionale ad altro. Duro il giudizio di Federico Fasani del centrodestra: la trattativa è fallita, l’azienda forse se ne andrà perché la città si trasforma troppo lentamente rispetto al mercato. Nella variante al Pgt, già approvata dal consiglio comunale, la proposta della Maschio non c’è. Il presidente di Confesercenti Cremona, Agostino Boschiroli, oggi ha ricordato che i negozi hanno visto chiudere 70 attività in un anno.

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