I cambiamenti climatici fanno sentire i loro pesanti effetti, oltre che sull’ambiente. Sulla salute umana. Queste nuove evidenze saranno al centro della tre giorni del simposio internazionale ‘Health and climate change’ che si è aperto il 3 dicembre nella sede dell’Istituto superiore di sanità. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sette milioni di persone (ma altre fonti ne indicano nove) ogni anno muoiono prematuramente di malattie non trasmissibili, dai tumori a quelle respiratorie, a causa dell’inquinamento. Molti contaminanti atmosferici danneggiamo anche la salute. L’Oms ritiene che diminuendo il livello di particolato sottile si potrebbe ridurre la mortalità nelle città inquinate del 15% l’anno. Solo il 12% dei grandi centri urbani però rispetta i limiti consigliati dall’Oms. Un effetto potenzialmente associato al surriscaldamento globale dovuto all’emissione di agenti inquinanti è la maggior facilità di diffusione delle malattie, favorite anche dall’aumento, grazie alle condizioni climatiche, di molti insetti vettori. In Europa, per esempio, si prevede l’aumento della diffusione della zanzara tigre e con essa le patologie che la puntura di questo insetto comporta. Anche molti agenti zoonotici veicolati all’uomo dall’acqua e dagli alimenti, come Salmonella spp, Campylobacter jejuni, E. coli, Norovirus, mostrano specifici pattern stagionali di incidenza. Uno studio condotto sui dati provenienti da diversi paesi europei ha mostrato che i casi di salmonellosi umana aumentavano del 5-10% per ogni grado di aumento della temperatura media settimanale. I ricercatori del Mit hanno osservato come, a fronte del generale aumento di un grado Celsius, le patologie psicologiche di media entità sono salite del 2%. Le malattie rilevate includono: depressione, stati di ansia, insonnia, paure, malesseri psichici generalizzati. Secondo l’OMS nel mondo circa il 50% dei decessi in età pediatrica è causato da diarrea, malaria e infezioni delle basse vie respiratorie, tutti fattori di rischio associati ai cambiamenti climatici. In Italia uno studio che ha valutato gli effetti del caldo sui ricoveri ospedalieri in bambini residenti in 12 aree ha evidenziato un significativo incremento del 12% nei ricoveri pediatrici per cause respiratorie, associato ad una variazione della temperatura giornaliera. Si fa sempre più urgente spingere le politiche dei governi verso una seria responsabilità ambientale. In corso in questi giorni ain Polonia la Cop 24 che affronterà proprio il tema delle decisioni necessarie da prendere per rispondere all’emergenza ambientale del nostro tempo, prima che sia troppo tardi.

 

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