Due odontoiatre dell’Università di Brescia, le professoresse Elena Berdellini e Alessandra Majorana, hanno definito un nuovo aspetto della mucosite orale nei bambini sottoposti a chemioterapia, una delle complicazioni più importanti nei piccoli pazienti.

Si tratta delle mucosite non da farmaco, ma da stress psicologico. Casi che le due odontoiatre hanno identificato nell’acronimo “Comedy” (Clenching oral mucositis eyes Dìdysphagia)”. Termine ora riconosciuto a livello medico globale.

“Durante l’esame orale dei bambini ricoverati nel reparto di ematooncologia pediatrica dell’Asst-Spedali Civili di Brescia, – spiegano i due medici bresciani- questi particolari pazienti chiudono gli occhi e curvano le spalle, sia come reazione difensiva al dolore faringeo sia come rifiuto psicologico al ricovero in ospedale. Tutti questi elementi configurano una precisa entità nosologica, che include serramento, mucosite orale, occhi chiusi e disfagia, che abbiamo riassunto nell’acronimo “Comedy”.

Per Alessandra Majorana “riconoscere il pattern (modello) Comedy nei bambini sottoposti a chemioterapia sarà di aiuto ad indirizzare il trattamento verso una combinazione di terapia convenzionale per il reflusso e psicoterapia per alleviare la depressione e l’ansia, accompagnato dall’uso di agenti di rivestimento della mucosa orale e farmaci antinfiammatori per ridurre il dolore orale. Infine conoscere questo nuovo pattern della mucosite e le sue caratteristiche porterà a migliorare la gestione del bambino durante la chemioterapia migliorando la qualità di vita del bambino stesso”.

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