Fra depuratori che non funzionano e sversamenti di sostanze inquinanti nelle rogge, è stato il fiume Serio a subire una trasformazione negativa. Il M5S, presentando un’interrogazione firmata da Manuel Draghetti, lo definisce “terminale cloacale”, usato come una discarica a cielo aperto, rendendo gli amministratori comunali di Crema corresponsabili dello scempio di una risorsa che potrebbe diventare un’attrazione turistica. La cura del verde latita, i percorsi ciclopedonali sono trascurati, lo stesso Parco della Vita, dove sono stati piantati alberi per i bambini nati a Crema fra 2004 e 2010. L’interrogazione ricorda i dati preoccupanti dell’Arpa, che ha segnalato nell’ultimo report annuale la presenza di diverse sostanze inquinanti, arrivate oltre i limiti. Dopo le lamentele di diversi abitanti per gli odori provenienti dal depuratore Serio 1 di Crema, nel 2014 l’assessore all’ambiente di allora, Matteo Piloni, aveva promesso maggiori controlli da parte del gestore, in aggiunta alle verifiche di routine compiute dall’Arpa. In prospettiva c’erano interventi di ampliamento dell’impianto. L’argomento, dopo l’interesse suscitato, è poi decaduto. Della qualità delle acque si è riparlato recentemente, per i diversi episodi di contaminazione dei corsi d’acqua cremaschi, oltre che per la fase di piena del Serio a fine ottobre. La richiesta dei 5 stelle è di una bonifica del fiume in tutto il suo percorso.

Le stesse linee programmatiche della seconda amministrazione Bonaldi presentano l’obiettivo di una valorizzazione dei corsi d’acqua assieme al Parco del Serio, con particolare attenzione al tratto cittadino del fiume e al consorzio Dunas per la rete idrica minore.

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