Per il momento il progetto Sprar, Servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che il Comune organizza da vent’anni grazie ai finanziamenti del ministero dell’interno, procede e anzi costringe l’amministrazione ad assumere. Durerà fino al 31 dicembre l’incarico appena dato dalle Politiche sociali a un’operatrice specializzata nella presa in carico di nuclei familiari e adulti singoli, ma lo Sprar, malgrado la trattativa che l’associazione dei Comuni intende aprire con il ministero, è destinato a una pesante riduzione, come conferma l’assessore Mauro Platè, e anzi il prossimo consiglio comunale aprirà la discussione sul futuro piano di zona e sulle prossime alternative allo Sprar, con progetti per i disabili, gli anziani e altri categorie. Il confronto con le opposizioni appare necessario, in vista delle elezioni del 26 maggio. Il modello scelto dal governo nella gestione dei migranti, come dimostra il dl sicurezza, è quello dei Cas, Centri di accoglienza straordinaria, dove si verificati i maggiori problemi e dove non arriva il controllo dei Comuni, che invece ha consentito agli Sprar di funzionare da molti anni. A Cremona gli 80 posti riservati al progetto dedicato a minori stranieri non accompagnati e migranti non sono nemmeno più riempiti, malgrado gli arrivi di alcuni extracomunitari. Gli 80 posti sono affidati alla Caritas e alle cooperative Nazareth e Sentiero, per il triennio 2017-20 come per il precedente, 2014-17. Il 2019 è l’ultimo anno: a bilancio il Comune ha messo un milione e 414mila euro, e in tutto, nel triennio, 4 milioni e 200mila garantiti dal ministero, destinati a un pesante taglio. Il Comune, come ente capofila del progetto, investe solo il 5% dell’importo complessivo. Non ci sono ancora certezze definitive, anzi il sindaco Gianluca Galimberti vuole partecipare alla trattativa con il ministro Salvini, ma da trattare resta ormai poco, visto il dl sicurezza, e anche Platè constata che lo stop ai permessi umanitari e agli Sprar farà aumentare il numero di immigrati marginalizzati e irregolari, togliendo sicurezza.

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