Crotta d’Adda Quando il presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno ha definito l’Italia “Una comunità che vita che condivide valori e prospettive”, sottolineando che “Le istituzioni devono essere al servizio della comunità”, non poteva sapere che in quel momento non pochi cittadini di Crotta d’Adda si sono sentiti chiamare direttamente in causa. E così oggi, dopo riunioni e confronti tra Crotta e la frazione Fornace, una lettera firmata da dieci cittadini è stata inviata al Quirinale, per far sapere al Capo dello Stato che “più crescono l’impegno e l’attivismo a tutela dell’ambiente e della salute, più le istituzioni si infastidiscono e si trincerano dietro procedure e apparati tecnici”. Il riferimento è palese: “L’enorme impianto di compostaggio, grande quanto quattro campi di calcio”, potrebbe ricevere l’autorizzazione integrata ambientale la mattina di lunedì 21, nella conferenza dei servizi decisoria convocata dal settore Ambiente della Provincia. Anche la documentazione richiesta dalla commissione paesaggistica del Comune di Crotta è stata consegnata dalla ditta Sovea, che quindi si presenterà al giudizio finale. I cittadini però hanno paura, anche perché gli enti di controllo, che dovevano dimostrare imparzialità, come Arpa e Ats, si sono “mostrati preoccupati di non interferire con la decisione finale, allo scopo forse di delegarla all’amministrazione provinciale”. Così Crotta si sta trasformando in una grande discarica adibita ad ospitare attività che nell’insieme stravolgono l’ambiente, fra discarica d’inerti, biogas, allevamenti di suini, polli e tacchini, oltre agli spandimenti di fanghi in agricoltura. Potrà arrivare anche il compostaggio di sfalci verdi, con una previsione di odori elevati e molesti. L’aria è “irrespirabile” e si vive con le finestre chiuse, colpiti anche dalle polveri sottili che sommergono l’intero territorio, mentre l’incidenza delle malattie tumorali è alta. Nemmeno si sa ancora dall’Aipo se il ponte sul canale navigabile, fra Crotta e Acquanegra, è saldo, e, dopo tante proroghe concesse dall’ente Provincia, ancora non è prevista una strada che conduca al sito scelto dalla ditta Sovea.

Paolo Zignani

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