Ambra Battilana, Chiara Danese e Imane Fadil, le tre giovani testimoni ‘chiave’ nei processi sul caso Ruby, sono state estromesse dal processo sul caso Ruby ter, a carico di Silvio Berlusconi e di altri 27 imputati, e non saranno più parti civili nel dibattimento. Lo hanno deciso i giudici della settima sezione penale di Milano accogliendo un’istanza della difesa dell’ex premier, rappresentata dal legale Federico Cecconi. Resta parte civile, invece, la Presidenza del Consiglio con l’Avvocatura dello Stato. Il collegio, presieduto da Marco Tremolada, in sostanza, decidendo sull’istanza di esclusione delle parti civili presentata dalla difesa del leader di FI, ha deciso che le tre giovani non possono essere parti civili e non possono, dunque, chiedere un risarcimento danni nel processo, perché il reato di corruzione in atti giudiziari, al centro del processo come quello di falsa testimonianza, è “offensivo” nei confronti dello Stato soltanto e non di altre parti, come le ragazze appunto. Tra l’altro, nelle scorse udienze era emerso che la difesa di Mariarosaria Rossi, senatrice di FI, stretta collaboratrice di Berlusconi e imputata per falsa testimonianza, stava trattando proprio con i legali delle tre parti civili (già parti civili nel processo ‘Ruby bis’ dove hanno ottenuto risarcimenti) per offrire risarcimenti extragiudiziali. Risarcimenti che, se accettati, avrebbero avuto come conseguenza la loro uscita dal processo. Da quanto si è saputo, però, le trattative sul piano economico non sono andate a buon fine (erano arrivate richieste dalle ragazze anche di 3 milioni di euro di danni), ma ora la decisione dei giudici ha portato fuori di fatto le giovani dal processo. Per la Procura, invece, Ambra, Imane e Chiara, dovevano essere parti civili perché, come spiegato nella scorsa udienza dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Luca Gaglio, “hanno sofferto un danno da stress di fronte ad un esercito di altre ragazze eteroindirizzato” da Berlusconi. Intanto il legale Federico Cecconi, difensore dell’ex premier, nel corso di una delle eccezioni preliminari formulate davanti ai giudici della settima penale di Milano ha chiesto che il processo sul caso Ruby ter sia trasferito a Siena, per competenza territoriale nella città toscana dove sarebbe avvenuto, secondo l’accusa, l’ultimo pagamento corruttivo da Berlusconi a Danilo Mariani, il pianista delle serate ad Arcore oppure, in subordine, a Roma.

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