Allarga i vasi e fa diminuire la pressione arteriosa, costringendo il cuore a un ‘esercizio’ che lo allena e lo rafforza. È l’effetto sauna: un efficace allenamento di ‘cardio-fitness’ che non costa fatica, in grado di “irrobustire” il cuore e diminuire il rischio di mortalità cardiovascolare. La conferma arriva da un recente studio dell’Università della Finlandia pubblicato su Biomed Central, condotto con l’intento di osservare l’impatto della sauna sulla salute cardiovascolare, parallelamente ai tradizionali fattori di rischio quali fumo, inattività fisica, condizione socioeconomica. La sauna aveva già accreditato benefici sulla salute del cuore nella popolazione maschile. Oggi questi benefici valgono anche per le donne. “A fare la differenza nella prevenzione cardiovascolare è il numero delle saune settimanali: almeno 4, sensibilmente più efficaci rispetto a una o due – spiega Ciro Indolfi, Presidente della Società Italiana di Cardiologia (SIC) e Ordinario di Cardiologia all’Università Magna Graecia di Catanzaro – Gli ‘habitué’ della sauna in 15 anni hanno sviluppato solo 181 eventi cardiovascolari, risultati poi fatali, corrispondenti a circa 2,7 decessi per 1000 individui contro i 10,1 decessi tra coloro che non la facevano o la facevano in modo saltuario. Valori che attestano una diminuzione significativa del rischio di mortalità. Inoltre, incide anche la durata in cui si resta in cabina: quattro volte alla settimana per almeno 30 minuti è l’ideale”. La sauna finlandese è una forma di terapia di calore passivo che ha numerosi benefici per la salute: in una sauna finlandese tradizionale c’è aria secca con un’umidità del 10-20% circa. La temperatura varia da 80 a 100° C a livello del capo, ma è molto più bassa a livello del pavimento (circa 30° C), una condizione che mantiene efficiente la ventilazione della sauna, assicurando condizioni confortevoli. I benefici cardiovascolari della sauna finlandese sono evidenti sia per gli uomini che per le donne. Tali effetti hanno un impatto positivo su funzione circolatoria e cardiovascolare. Il calore può migliorarla agendo sulle cellule dell’endotelio che rivestono le arterie, riducendone la rigidità, stimolando nella fase acuta il sistema simpatico e successivamente quello vagale, infine abbassando la pressione arteriosa. Inoltre, la sauna determina un aumento della frequenza cardiaca fino a 120-150 battiti al minuto, paragonabile a quello ottenuto con un esercizio fisico di intensità bassa o moderata. Attenzione però alle controindicazioni, in particolare per i pazienti ad alto rischio cardiovascolare, come quelli con scompenso cardiaco, ipertensione non controllata, ipotensione, o nei pazienti con infezioni acute, epilessia, miocarditi, pericarditi. In questi casi, per una sauna prolungata è necessario sempre un controllo medico preventivo.

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