La conclusione della perizia disposta dalla procura di Brescia scagiona il personale del Reparto di Terapia Intensiva neonatale dell’Ospedale Civile di Brescia in relazione alle indagini sulla infezione del batterio Serratia marcescens che causò la morte di bimbo, Paolo, ad agosto, e il contagio del suo piccolo fratello gemello anche lui ricoverato nello stesso reparto. Secondo quanto risultato dall’autopsia sul corpo del piccolo, il personale medico e sanitario non è responsabile della diffusione del batterio e le procedure per arginare il focolaio non hanno fatto emergere comportamenti irregolari o negligenze. Le indagini tuttavia proseguono per fare chiarezza su come il batterio sia potuto arrivare nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale causando la morte del bambino. Una indagine che alla luce delle ultime morti, tutte in Terapia intensiva neonatale, risulta ancora più importante per fare chiarezza e dare risposta alla crescente preoccupazione per una ipotetica epidemia in corso. In tutto 16 le persone iscritte nel registro degli indagati per omicidio colposo, tra medici, infermieri, scagionati dall’accusa ma ancora sotto indagine dalla titolare del fascicolo, il sostituto procuratore Caty Bressanelli. Rimane ancora da capire come il batterio sia stato contratto. L’epidemia aveva portato il reparto a chiudere le accettazioni e ad avviare misure di bonifica. I casi invece delle ultime settimane lasciano aperto un altro interrogativo, che attenda la risposta delle indagini in corso in relazione agli altri 4 bimbi morti nello stesso reparto di terapia Intensiva Neonatale. E anche se i casi sembrano slegati il verificarsi di tanti decessi in poco tempo e in uno stesso luogo ha spinto la Procura ad aprire un fascicolo contro ignoti in relazione alle morti di tre bambini, deceduti tra dicembre e i primi giorni di gennaio 2019. Tra loro il piccolo Marco che ieri ha ricevuto l’ultimo saluto dei suoi cari a Costa Volpino, per essere poi sepolto al cimitero di Pisogne. Nei giorni scorsi Cgil e la FP Cgil di Brescia, nell’esprimere vicinanza e rispetto per il profondo dolore delle famiglie coinvolte in questo dramma, hanno però espresso in una nota piena solidarietà al personale del comparto e della dirigenza medica della Terapia intensiva neonatale della Asst Spedali Civili di Brescia, uno tra i migliori del Paese, condannando con forza i processi e le gogne virtuali che a causa della vicenda travolgono i lavoratori e le lavoratrici degli Spedali Civili.

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