Eccolo Cesare Battisti: jeans, giubbotto marrone, barba lunga e nessuna manetta ai polsi, scortato da una decina di poliziotti. Così si è presentato il latitante al cospetto di chi lo attendeva sul piazzale dell’aeroporto romano di Ciampino dove è arrivato, lunedì 14 gennaio 2019 a bordo di un aereo Falcon 900 EXE bianco dei Servizi segreti italiani decollato dalla Bolivia, dove l’ex esponente dei Proletari Armati per il Comunismo, era stato arrestato domenica 13 gennaio, dopo 37 anni di latitanza.Ad attenderlo c’erano anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e il titolare del Viminale, Matteo Salvini.”Chi ha sbagliato in Italia paga in Italia – ha detto Salvini – penso sia un principio di civiltà, accettato da quasi tutti. Vedo ancora in queste ore qualche cretino su Facebook dire, però ha ammazzato per motivi politici, be’ però poverino è passato tanto tempo, be’ però il carcere è disumano, be’ però l’ergastolo non è rispettoso dei diritti umani, come se questo quando ha ammazzato avesse pensato ai diritti umani dei morti e dei parenti dei morti. Marcirà in galera”.Dopo l’arrivo a Ciampino, Battisti è stato portato nei locali della struttura militare dell’aeroporto dove gli agenti della Direzione centrale della Polizia di prevenzione gli hanno notificato gli atti e i provvedimenti emessi a suo carico dalle Procure italiane e diventati definitivi, in particolare i due ergastoli per gli omicidi e gli altri reati collegati alla lotta armata e al terrorismo, commessi prevalentemente negli anni di piombo, fra gli anni Sessanta e Ottanta.”Nessuno può sfuggire alla giustizia italiana – ha aggiunto il ministro Bonafede – quando Battisti varcherà la porta del carcere finalmente sconterà la pena dell’ergastolo per tutti i reati che ha commesso”.

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