Subito una norma che vieti per sempre gli airgun nei nostri mari. Un provvedimento necessario per la tutela dell’ecosistema marino e per fermare ogni nuova attività di estrazione offshore di idrocarburi, come già fatto dalla Francia. E’ quanto chiede Greenpeace Italia al ministro dell’Ambiente Sergio Costa e al ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.

“Se Di Maio e Costa sono davvero contrari alle trivelle – dichiara Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia – facciano subito approvare una legge che vieti per sempre l’utilizzo degli airgun. È questo il modo più immediato ed efficace per allontanare per sempre la minaccia di nuove trivelle dai nostri mari”. Senza airgun, afferma organizzazione ambientalista, sarebbe praticamente impossibile effettuare attività di prospezione e ricerca idrocarburi in mare.

“I fondali al largo delle coste italiane – si legge in una nota – sarebbero protetti per sempre, e non solo da una eventuale moratoria di tre anni, con il rischio che un Piano delle Aree definisca alcune porzioni di mare idonee alle ricerche petrolifere”.

“Le riserve di idrocarburi presenti sotto i fondali marini italiani – concludono – sono praticamente insignificanti per quanto riguarda il petrolio e appena poco più rilevanti per il gas naturale. Gli effetti dannosi delle esplosioni sull’ecosistema marino sono documentati in numerosi studi e potrebbero essere particolarmente rilevanti nel Mediterraneo, dove rischiano di interferire con i cicli biologici di organismi già seriamente minacciati da inquinamento, pesca eccessiva, cambiamento climatico e distruzione degli ecosistemi marini e costieri”.

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