Da tanto si parla dell’olio di palma che come si sa già ha un impatto troppo alto in termini di deforestazione. La Commissione europea ha presentato la proposta che impedirebbe dal 2021 impiegato dell’olio di palma nella miscela dei biocarburanti Ue, a meno che non venga da piccole piantagioni (2-5 ettari) o sia prodotto su terreni inutilizzati per almeno 5 anni.

Una proposta contenuta in un atto delegato in consultazione pubblica fino all’8 marzo. Dalla bozza infatti emerge che l’olio di palma, con Malesia e Indonesia principali fornitori, andrebbe eliminato dalle miscele dei biocarburanti, come chiesto dall’Europarlamento nel dibattito sulla nuova direttiva rinnovabili, mentre si salverebbe la soia, che l’Ue importa dalle Americhe.

Nell’atto delegato “ci sono troppe scappatoie”, attacca la ong Transport & Evnironment. “La dimensione della piantagione non ha alcun rapporto col rischio di deforestazione – spiegano dall’associazione – e già oggi il modello di business dei giganti dell’olio di palma si basa proprio su piccoli lotti di terra lavorati da agricoltori che vendono a pochi grandi operatori”.

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