Fra lamentele, specifiche osservazioni e accorate proteste, le minoranze hanno passato ai raggi x il bilancio previsionale del 2019 durante la riunione di commissione di ieri, in vista del consiglio comunale che lunedì dedicherà un’intera giornata agli approfondimenti, con domande e risposte. Sono state messe in dubbio tutte le scelte strategiche della giunta Galimberti. Dal centrodestra, Maria Vittoria Ceraso nota che il mancato aumento della pressione fiscale e delle tariffe dei servizi a domanda, per quanto sia un fatto positivo, si è associato a un’enorme riduzione delle opere pubbliche, circa la metà rispetto ai cinque anni di Oreste Perri, quando l’impatto del Comune sull’economia locale era stato significativo, mentre ora è scarso e l’economia già rallenta. Luigi Amore, anch’egli del centrodestra, ha lamentato l’oscuramento subito, nel dibattito pubblico, da alcuni argomenti di punta negli anni precedenti, come le bollette elevate del teleriscaldamento nelle case popolari, collegato all’inceneritore, impianto favorito dai contributi pubblici, e un bilancio complessivo della gestione degli alloggi comunali. “Sembra che tutto funzioni, ha dichiarato, anche perché alcuni temi sono scrupolosamente evitati”. Prevale insomma la comunicazione unilaterale del municipio sulle risposte alle domande fatte. Ad esempio, rispetto a tanta insistenza sulla nuova ciclabile di viale Trento Trieste, nulla s’è fatto per appianare le pericolose buche, profonde una spanna, nel parco del Vecchio Passeggio, frequentato ogni anno da 3mila persone, di cui duemila disabili. Lucia Lanfredi, per i 5 stelli, ha notato che cala la spesa corrente per il verde pubblico, e che non sono stati fatti investimenti per una forte riduzione delle polveri sottili, anche se Cremona è una delle città più inquinate d’Europa. Anzi, s’è messa la testa sotto la sabbia, come gli struzzi, per non vedere il problema, mentre, ha aggiunto Lanfredi, i cittadini si ammalano di inquinamento e alcuni muoiono. Un bilancio, dunque, in cui la propaganda oscura alcune scelte che per le minoranze avrebbero meritato un confronto aperto.

Paolo Zignani

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