Immaginate un territorio vasto come l’Egitto: 940mila chilometri quadrati di estensione. È la quantità di foreste naturali che la Terra ha perso in appena 10 anni. Una progressione drammatica che non accenna a diminuire nonostante appelli e campagne di sensibilizzazione. Il 2017 è infatti stato un anno pessimo: il secondo peggiore nella storia, secondo il Wri – World Resources Institute e l’università del Maryland, che con le loro mappature satellitari hanno potuto verificare come la perdita di alberi sia raddoppiata dal 2003, mentre la deforestazione nelle foreste pluviali è raddoppiata dal 2008. In pratica, ogni minuto che passa, il mondo perde un’area come 40 campi da calcio. Il doppio di tutti quelli della Serie A italiana.

Il problema non è solo ambientale. Meno alberi vogliono dire meno armi contro il cambiamento climatico, l’inquinamento, il dissesto idrogeologico, meno cibo per milioni di persone costrette così a migrare dai territori d’origine, più gas serra nell’atmosfera, più danni sanitari e per la biodiversità.
Eppure, la centralità del tema, attorno al quale ruotano enormi interessi economici da parte dei big dell’agroindustria, sembra sottovalutata dall’opinione pubblica. È per questo motivo che l’associazione culturale di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus, che da decenni si occupa di migliorare il livello della preparazione scientifica degli operatori dei media, dedicherà al “Respiro della Terra: le foreste” il suo 15° Forum Internazionale per la Salvaguardia della Natura, che si terrà quest’anno a San Miniato (Pisa) dal 7 al 9 marzo prossimi e sarà organizzato in collaborazione con la Regione Toscana e San Miniato Promozione.

“Il Forum – spiega il presidente, Alfonso Cauteruccio – intende offrire ai 100 giornalisti invitati, provenienti da una quarantina di Paesi, una riflessione sulla funzione delle foreste come elemento fondamentale della salute generale del pianeta, dell’equilibrio della biosfera terrestre, della tutela dei popoli indigeni che vi dimorano e delle strategie di mitigazione dei cambiamenti del clima”.

A prendere parte ai 3 giorni di evento, che avrà, tra gli altri, il patrocinio dell’Unesco, dei Ministeri dell’Ambiente e degli Affari Esteri, della Regione Toscana, del Comune di San Miniato, dei Carabinieri Forestali, della FNSI, dell’Associazione Giornalisti Scuola Rai di Perugia, della Fondazione Bioarchitettura, della Coldiretti e di VoleRai, saranno scienziati, economisti, climatologi, esperti di deforestazione, che nelle loro relazioni fotograferanno lo stato di salute delle foreste mondiali e evidenzieranno i fattori sociali, economici e ambientali che più danneggiano il patrimonio forestale terrestre.

La prima giornata di lavori sarà dedicata a quantificare il valore ecologico ed economico delle foreste. La seconda giornata di lavori sarà invece l’occasione per fare il punto sulla situazione delle foreste nelle diverse aree mondiali e per capire che azioni si stanno mettendo in atto per contrastare il fenomeno della deforestazione. Invece la giornata conclusiva dei lavori, sabato 9 marzo, vedrà invece un focus specifico sul bacino amazzonico, cuore verde del mondo, dal quale dipende non solo la sopravvivenza di centinaia di migliaia di specie vegetali e animali, ma anche la possibilità reale di ridurre il riscaldamento globale entro limiti adeguati. L’area amazzonica sarà anche il tema del prossimo Sinodo dei Vescovi convocato da Papa Francesco per il mese di ottobre 2019.

 

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