Un terzo della frutta e verdura italiane presenta tracce di pesticidi, anche se entro i limiti di legge. Solo l’1,3% dell’ortofrutta italiana tuttavia è fuorilegge per eccesso di pesticidi, una percentuale stabile da dieci anni: meglio dell’ortofrutta che viene dall’estero, che è irregolare quasi nel 4% dei casi. Sono i dati più importanti che emergono dal rapporto annuale di Legambiente “Stop pesticidi”, presentato stamani a Roma. Il problema, per Legambiente, è che in molti prodotti si trovano residui di più sostanze. Se nessuna di queste sostanze singolarmente supera i limiti di legge, per la legislazione europea il prodotto è a norma, ma è noto da anni che le interazioni di più e diversi principi attivi tra loro possano provocare effetti additivi o addirittura sinergici a scapito dell’organismo umano. La frutta è la categoria dove si trovano più residui. Per la verdura, il 64% dei campioni risulta senza alcun residuo. Sul fronte dell’agricoltura biologica, i 134 campioni analizzati risultano regolari e senza residui, ad eccezione di un solo campione di pere, di cui non si conosce l’origine e che potrebbe essere stato contaminato casualmente. È quella del biologico, secondo Legambiente, la strada da percorrere per preservare ambiente e salute.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata