“Basta logistica e cemento-salva il suolo! Piacenza vuole respirare”, questo è lo slogan con il quale il comitato dei cittadini e Legambiente, organizzano un sit-in lunedi 25 febbraio  dalle ore 17 in piazzetta san Francesco, davanti a piazza Cavalli, al quale tutta la cittadinanza è invitata, in concomitanza con la seduta del consiglio comunale che proprio quel giorno discuterà l’approvazione della delibera di indirizzo sui criteri di valutazione da applicarsi per l’accoglimento o meno delle manifestazioni di interesse a costruire presentate dagli operatori economici a seguito della nuova  legge urbanistica regionale. Nella seduta di consiglio comunale del 25 febbraio si decide il futuro di Piacenza quanto a logistica, nuovi centri commerciali e nuovo residenziale e l’appello dei cittadini è forte e chiaro: basta alla nuova logistica, con i suoi immensi capannoni e le migliaia di inquinanti camion a corredo! basta consumare suolo agricolo, basta peggiorare la qualità dell’aria. Verranno inoltre consegnate al sindaco le migliaia di firme raccolte, dal comitato e Legambiente, nella campagna di sensibilizzazione “SOS logistica Piacenza ” per chiedere lo stop a nuovi insediamenti di logistica a Roncaglia e Piacenza. Con i suoi due milioni e mezzo di metri quadrati presenti a Le Mose, la logistica ha dimostrato di produrre vantaggi solo agli operatori immobiliari e alle imprese multinazionali ma scarsissimi vantaggi al territorio sia in termini di occupazione che ambientali. Nella stragrande maggioranza una occupazione dequalificata e gestita mediante cooperative che hanno fatto regredire i diritti dei lavoratori all’epoca della prima rivoluzione industriale. In termini ambientali portando una concentrazione abnorme e senza controllo di traffico di camion che ha accresciuto, in misura inaccettabile, l’inquinamento atmosferico già gravemente critico in tutta la pianura padana ma ancora più elevato nell’area est di Piacenza, già bersagliata da altre gravissime fonti di inquinamento (autostrade, inceneritore, cementificio, centrale termoelettrica). A questo proposito l’appello accorato e la richiesta dei cittadini, di Legambiemte e del comitato al consiglio comunale è che  ogni decisione sulla logistica  sia rinviata  al piano urbanistico generale da avviare entro il 2021, anticipato da una seria valutazione ambientale preventiva e cumulativa di tutti i fattori di inquinamento  condotta da un centro studi indipendente, che stabilisca con chiarezza i vincoli entro cui la pianificazione si dovrà muovere.

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