l mito della partecipazione popolare, estesa alle stesse procedure decisionali, ricompare continuamente nei programmi, come un contrassegno distintivo indispensabile per essere considerati accettabili a sinistra. Nella campagna elettorale della primavera 2014 Gianluca Galimberti non si sottraeva al tradizionale luogo comune, e il 3 giugno, ai nostri microfoni, riferiva di numerosi confronti con moltissime persone, tanto che il programma elettorale sarebbe stato stimolato dalla condivisione di idee.

Quest’anno  il sindaco uscente ripropone l’accattivante sirena della partecipazione popolare, tanto che sul sito internet gianlucagalimberti.it si parla di più di 40 incontri fra il candidato e gruppi spontanei di cremonesi, tra faccia a faccia privati, colloqui informali, appuntamenti col sindaco dal vicino di casa, per bere un the insieme. Insomma Galimberti sarebbe un “sindaco di strada”.

L’aspra realtà delle cronache però riconosce che, durante le trattative con A2A, Galimberti faceva incontri riservatissimi con i sindaci delle altre città capoluogo e parlava in consiglio comunale solo a mercati borsistici chiusi, se non tramite comunicati stampa. La proposta di Rifondazione di creare una società pubblica di servizi, per evitare la quotazione a Piazza Affari, è stata respinta. E così l’inceneritore da comunale è diventato privato, e sempre attivo, mentre le associazioni ne chiedono la chiusura. Un’altra grande società come Sport Management ha vinto un appalto tra i più complicati e contestati per la gestione delle piscine comunali, mentre salivano le proteste delle società sportive locali, e altre gestioni pubbliche, come quella del canile, sono state assegnate, tramite bando di gara, a società non cremonesi. Se partecipazione c’è stata, pare avere escluso proprio i cremonesi.

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