Il bilancio dell’ente Provincia rimane sotto stress, al punto che sarà necessario, oltre che per una inevitabile questione di equità, recuperare mediante controlli a tappeto l’elevata evasione della polizza rc auto, che garantisce, con una quota, una delle esigue entrate dirette di corso Vittorio Emanuele II assieme a una percentuale della Tari e poco altro ancora. Ci sono ancora 6 milioni e 800mila euro da recuperare sulla rc auto del 2019: provvederà la polizia locale con controllo e sanzioni, che riguarderanno poi anche l’imposta provinciale sulle trascrizioni.

Tutto congiura contro l’istituzione superstite, a partire dal prelievo forzoso di alcuni milioni di euro compiuto dallo Stato, a tutela del proprio bilancio. Il preventivo triennale 2019-2021, già prorogato al 31 marzo, non sarà più posticipato, come ha stabilito un decreto del ministro dell’interno Matteo Salvini del 25 gennaio. Nemmeno si può più rimandare il pagamento delle rate dei mutui in scadenza quest’anno, e si tratta di ben 8 milioni e mezzo da versare nel 2019, sempre per volontà del ministero dell’interno. E’ vietato poi stabilire autonomamente quanti risparmi utilizzare, nella forma di avanzo d’amministrazione, vincolato a propria volta. Così il preventivo triennale si salva spostando nell’avanzo di amministrazione 2018 i 4 milioni e mezzo incassati da Centro Padane sotto forma di dividendi straordinari per gli azionisti. In realtà si tratta di riserve provenienti da Centro Padane, non di avanzo di amministrazione dell’ente Provincia: segnalato dal presidente Davide Viola nello schema di bilancio approvato pochi giorni fa e messo ai voti nel prossimo consiglio, venerdì 29. Una scelta obbligata,  usata per la restituzione parziale del prelievo forzoso compiuto dallo Stato, il quale su un bilancio di 87 milioni ne versa solo 5, dato che quest’anno i tagli proseguono, anzi potranno essere accentuati, anche se è la Provincia a garantire il funzionamento delle scuole superiori e la manutenzione di 900 chilometri di rete stradale.

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