Leonardo e la Dama con l’ermellino rivivono a Villa Medici del Vascello

Cecilia Gallerani, musa di Leonardo da Vinci, di cui ricorrono quest’anno i 500 anni dalla morte, fu ritratta dal Genio nel celebre dipinto intitolato “La Dama con l’ermellino” mentre viveva a Milano, alla corte degli Sforza, come amante di Ludovico il Moro.

Poi, Cecilia sposò il conte Ludovico Carminati de’ Brambilla e si trasferì nella splendida residenza di Villa medici del Vascello, a San Giovanni in Croce, in provincia di Cremona. Proprio qui, in occasione della ricorrenza dei 500 anni legata a Leonardo, Cecilia Gallerani “rivive” insieme a colui che la dipinse e la rese celebre in tutto il mondo.

Abbiamo fatto un tuffo nella storia visitando i luoghi di Villa Medici del Vascello dove vissero questi personaggi, accompagnati da esperti del posto, intervistati da Claudia Barigozzi.

 

Un po’ di storia…

Da chi prende il nome la Villa? Dall’inizio del XVII secolo, sino alla Seconda Guerra Mondiale, proprietaria della Villa fu la famiglia cremonese Soresina Vidoni. Famiglia che fu l’artefice della trasformazione della Rocca tardo-medievale di San Giovanni in Croce in una meravigliosa villa di delizia, per la villeggiatura campestre. Una loro erede, Maria Carolina Mocenigo Soranzo de Soresina Vidoni, sposò il Marchese Francesco Medici del Vascello e abitò con lui la Villa dal 1922 sino alla loro separazione avvenuta a metà degli anni ’30, con conseguente espatrio del Marchese, probabilmente in Svizzera.

Seguirono gli anni in cui Villa Medici divenne una delle sedi di riferimento del Fascismo cremonese, in virtù della relazione politica (e sentimentale) intrattenuta dalla Marchesa Maria Carolina (più conosciuta come Carla) con il Ras di Cremona Roberto Farinacci. Dopo la violenta morte di entrambi nel 1945, all’indomani della Liberazione dal nazifascismo, subentrarono nella proprietà del complesso monumentale e naturalistico tre società immobiliari, che non riuscirono ad arginare il progressivo degrado infrastrutturale di Villa Medici del Vascello, iniziato a partire dagli anni 50, e divenuto preoccupante alla fine del secolo scorso. Sino al salvifico intervento del Comune, che dopo avere acquisito il complesso nel 2005, lo ha reso fruibile ed aperto al pubblico a partire dal maggio 2014, valorizzando un bene culturale di enorme valore storico e artistico.

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