Il metodo Sumi-e con il Monaco Buddista Alessandro Do Ryu

Durante questa puntata di Laboratorio Salute abbiamo conosciuto Alessandro Do Ryu, Monaco Buddista e Istruttore di sumi-e. Da dodici anni segue l’insegnamento del monaco zen e Maestro di sumi-e Beppe Mokuza Signoritti assistendolo nei seminari, nell’allestimento di mostre e nei corsi di formazione in tutta Europa. Responsabile dell’insegnamento del sumi-e in Italia; da cinque anni organizza workshop per ragazzi ed adulti su tutto il territorio nazionale.

Di origine cinese, questa pratica della pittura all’inchiostro nero di china chiamata sumi-e, è stata introdotta in Giappone, da monaci zen, più di cinque secoli fa. Il termine giapponese “sumi” significa “inchiostro nero” mentre “e” significa “pittura”; indica una delle forme d’arte in cui i soggetti sono dipinti con l’inchiostro nero in gradazioni variabili dal nero puro a tutte le sfumature che si possono ottenere diluendolo con l’acqua. Questo non vuol dire però che ogni cosa dipinta così possa meritare il nome di sumi-e. Il vero sumi-e deve rispondere a determinate caratteristiche tipiche, come ad esempio la sobrietà e la spontaneità che vanno direttamente a colpire la sensibilità dello spettatore.

Nel “sumi-e” non è essenziale la “bravura” o la “perfezione tecnica” o il “talento”, tutti possono imparare purché seguano lo spirito dell’istruttore e le sue indicazioni spesso basate sull’intuizione. Gli allievi lavorano tutti insieme e non c’è competizione in vista di un risultato ma solo un paziente lavoro di affinamento della propria sensibilità per arrivare ad una definita caratteristica del proprio segno espressivo ed alla fluidità del gesto, quasi come fosse l’emanazione naturale del nostro stesso corpo a produrre un fiore, una roccia, un bambù.

Il sumi-e venne introdotto in Giappone dai monaci Zen e conobbe un rapido successo perché in questo metodo di pittura, come nella pratica dello Zen, l’espressione del reale viene ridotta alla sua forma pura, spoglia. I ritocchi, le aggiunte, le decorazioni in realtà non abbelliscono un’opera ma ne offuscano solo la verità naturale, la sua vera natura. E’ un po’ come nella cucina: se si mette troppi condimenti e troppe spezie, non si sente più il gusto di quello che effettivamente si sta cucinando.

E così, come nello Zen, poche parole sono sufficienti ad esprimere il senso di molte ore di meditazione, nel sumi-e, pochi tratti d’inchiostro nero tracciati con un pennello su un semplice foglio di carta bianco permettono di rappresentare il modello più complesso. Si deve imparare a cogliere l’essenza, la verità così com’è

Vediamo ad esempio cosa succede quando vogliamo dipingere un bambù con il metodo del sumi-e: ci si siede (ma si può fare anche in piedi) tenendo la schiena ben diritta, si mette davanti a sé un foglio di carta e ci si concentra sul foglio, respirando con calma, naturalmente. Si lasciano svanire tutti gli altri pensieri. Nella nostra mente rimane alla fine solo un foglio bianco. Poi si lascia che si presenti alla mente l’immagine da dipingere. Per dipingere il bambù, ne dobbiamo percepire la “consistenza”, vedere il tronco, i rami, sentire il fruscio delle foglie leggere mosse dall’aria o dal vento, o bagnate, pesanti di pioggia.

Di questo e altro, tutto il nostro spirito s’impregna. In un certo senso “si diventa il bambù”, è indescrivibile. Allora, si prende il pennello e si lascia andare la mano in modo naturale e senza sforzo. Non c’è alcun pensiero di tecnica, né di risultato, non c’è alcuno sforzo cosciente di fare un buon dipinto. A poco a poco il nostro bambù completo prenderà forma e avremo una pittura incontestabilmente “viva”. Il bambù è “creato” dal niente, non meramente “copiato”.

Sulla carta di riso poi è concesso un solo colpo di pennello per ogni tratto; ogni ritocco viene immediatamente percepito. Tutto l’apparato mentale che complica l’immagine (e la vita) viene abbandonato. Così comprendiamo che i pensieri sulla vita, non sono proprio la vita in sé. I pensieri sullo Zen, non sono lo Zen, sono solo pensieri…

Questo modo di dipingere è completo, coinvolge tutto il corpo. Non è per niente facile, e un maestro è indispensabile, nonché abituarsi a ripetere infinite volte i soggetti o parti di essi. Lo spirito diventa sempre più raffinato e sensibile tramite la ripetizione costante.

 

Per contattare Alessandro Do Ryu

www.sumi-e.it

alessandrodoryu@sumi-e.it

tel 333.1914504

tel 328.3863065

 

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