Il neuroblastoma è un tumore che ha origine dai neuroblasti, cellule presenti nel sistema nervoso simpatico, una parte del sistema nervoso autonomo che controlla alcune funzioni involontarie come la respirazione, la digestione o il battito cardiaco ed è responsabile, nel complesso di circa il 12% dei decessi per tumore nei bambini. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), il neuroblastoma e altri tumori del sistema nervoso simpatico rappresentano circa il 7 per cento di tutti i tumori registrati nella fascia di età 0-14 anni e ogni anno vengono formulate 130-140 nuove diagnosi in Italia. Da una ricerca italo-americana arrivano però speranze di cura, racchiuse in un nuovo farmaco mirato e potenzialmente non tossico, nato dalla combinazione di due molecole, un anticorpo che riconosce e si attacca a una proteina presente solo sulle cellule tumorali, ‘ALK’, e una tossina che distrugge specificatamente queste cellule, risparmiando quelle sane. Questo studio, condotto da Renata Sano dell’Ospedale Pediatrico di Philadelphia e Simona Rizzi del Nerviano Medical Center, accende le speranze proprio perché la molecola combinata riconosce il tumore e lo attacca in modo mirato, senza infierire sui tessuti sani, rallentando la crescita del tumore. Il problema principale per le cure è proprio la mancanza di bersagli molecolari specifici per terapie mirate e non tossiche per i piccoli pazienti.

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