Da scarti agricoli realizzati eco-tessuti e tinte 100% naturali

Un iniziativa di Donne in Campo Cia-Agricoltori Italiani e Ispra, lanciano una nuova moda ma che fa bene all’ambiente. Si tratta infatti di un comparto green con tanti casi di eccellenza presentati il 21 marzo scorso nella sede della Cia, dove è stato presentato questo progetto che dagli scarti agricoli vengono realizzati eco-tessuti e tinte 100% naturali.

In particolare si potranno colorare vestiti e accessori utilizzando tinte 100% naturali realizzate con gli scarti agricoli, dalle foglie del carciofo bianco alle tuniche delle cipolle ramate, dalle scorze del melograno ai ricci del castagno, passando dai residui di potatura del ciliegio e dell’ulivo.

Se prendiamo atto  che la produzione mondiale di indumenti è destinata a crescere del 63% entro il 2030, le potenzialità di una filiera del tessile ecologica sono enormi, fino a rappresentare il 20% del fatturato del settore in Italia (oggi di 4,2 miliardi).

Ad oggi da quello che emerge il 55% degli italiani è disposto a pagare di più per capi di abbigliamento ecofriendly. In linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, hanno spiegato Donne in Campo di Cia e Ispra, si dovrebbero costruire nuovi sistemi di produzione a minore impatto ambientale. Visto che per produrre una maglietta ci vogliono in media 2.700 litri d’acqua ma non solo, genera inoltre elevate emissioni di CO2 utilizzando fibre e coloranti di sintetici.

Un altro vantaggio delle tinture naturali collegate all’uso di fibre vegetali e animali, dalla lana alla seta, dal lino alla canapa, possono essere un valido aiuto ai problemi crescenti di dermatiti allergiche da contatto dovute ai coloranti sintetici. Recuperando piante e scarti di coltivazione a uso tintorio, si contribuisce a riqualificare aree dismesse o degradate e a consolidare territori tutelando al contempo biodiversità e paesaggio.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata