26 maggio 2014, tribunale di Cremona, udienza del processo Tamoil per inquinamento della falda acquifera. E’ stata la giornata del pubblico ministero, Fabio Saponara, che, dopo otto ore di requisitoria ha chiesto le condanne, ridotte di un terzo per il rito abbreviato, nei confronti di cinque manager della società petrolifera. Per Enrico Gilberti sono stati chiesti 13 anni di reclusione più 4 mesi di arresto e 6.000 euro di ammenda; per Saleh Mohamed Abulahia sono stati chiesti 11 anni di reclusione più 4 mesi di arresto e 6.000 euro di ammenda; per Giuliano Guerrino Billi 10 anni di reclusione e per Ness Yammine 9 anni di reclusione, due mesi di arresto e 4.000 euro di ammenda. Per Pierluigi Colombo sono stati chiesti 6 anni e 8 mesi di reclusione più 2 mesi di arresto e 4.000 euro di ammenda. La Tamoil è accusata di avere contaminato la falda acquifera con gli sversamenti di idrocarburi avvenuti nel corso degli anni sotto la raffineria, ora chiusa e trasformata in deposito.

Questi dirigenti Tamoil devono rispondere di vari reati ambientali; il disastro colposo è contestato a tre, Gilberti, Ness Yammine e Mohamed Abulahia. L ‘avvelenamento delle acque è contestato a tutti e cinque gli imputati. Era stata anche contestata l’attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, prescritta per tutti, mentre resta per quattro dei cinque manager l’imputazione di omessa bonifica.

La sentenza è attesa per luglio.

 

 

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