Attraversare viale Po in mezzo ai due serpentoni di bancarelle significa farsi avvolgere da colori, suoni, profumi; vuol dire incrociare occhi di persone che conosci o che non hai mai visto ma che cercano, incuriositi, il banco con l’oggetto desiderato, o con il prodotto che non hanno mai visto e che attira la loro attenzione. C’è poi chi sorride perché si diverte, c’è chi si ferma ad ogni banco per vedere cosa viene venduto; c’è chi scrive sms col telefonino e c’è chi passeggia con la famiglia, in relax. E c’è anche chi sfoggia I propri, colorati abiti tradizionali, perché I visitatori delle bancarelle sono sempre più multietnici. C’è anche chi viene da fuori città per guardare la merce esposta, chi viene per tradizione; c’è chi camminando parla di calcio, dell’Italia eliminata; chi discute perché la moglie vuole andare a vedere un prodotto e il marito è già stanco, o viceversa; c’è poi chi va a caccia del vero affare e chi propone invenzioni nuovissime! C’è anche chi scopre che è meglio la fiera, oppure chi si dedica a entrambe. E per I più piccoli, I palloncini dei personaggi più gettonati dei cartoni animati più famosi, ma anche magliette con frasi originali e con dedica. Ma attraversare viale Po invaso da più di 250 bancarelle significa anche essere avvolti dai profumi dei prodotti tipici, con I dolci a farla da padrone, caramelle colorate comprese. E c’è anche chi controlla che tutto sia in ordine, traffico compreso, perché la circolazione è stata modificata a causa del viale chiuso. E non importa se c’è crisi, se l’afa è asfissiante e il sole è caldissimo, bisogna andare. Anche se piove, perché I veri affezionati sono pronti, con l’ombrello in borsa e, nel caso in cui si sia dimenticato, lo si può trovare proprio sulle bancarelle. E poi, appena finiscono I banchi con I prodotti, cominciano le attrazioni della fiera, con le giostre più varie e l’immancabile ruota panoramica. E magari si trovano altri amici da salutare, perché anche questo fa parte della tradizione delle bancarelle e, anche se l’afflusso non è più da boom che qualche lustro fa, è sempre importante. La tradizione continua.

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